09/09/2007

SCRIVERE STORIE DI FAMIGLIA


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Irene Dische ama scrivere grandi storie familiari. Affermatasi con "Le lettere del sabato", in cui la guerra e le persecuzioni razziali sono vissute da un bambino attraverso le lettere del padre, nel più recente "La nonna vuota il sacco" la Dische ripercorre alcuni momenti cruciali della storia del Novecento seguendo le tragicomiche vicende di una famiglia ebreo-tedesca. Dialoga con lei la scrittrice Cristina Comencini.


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Primo pomeriggio tutto al femminile nel Chiostro del Museo Diocesano, in uno degli incontri finali dell'undicesimo Festivaletteratura: un momento dai toni pacati, intensi, delicati. A dividersi l'attenzione del pubblico ci sono Cristina Comencini, scrittrice, regista, sceneggiatrice, autrice dallo sguardo attento, capace di indagare con delicatezza nelle profondità dei sentimenti, scavando nelle pieghe dei drammi quotidiani, di seguire personaggi e vicende con amore, attenzione, e Irene Dische, scrittrice tedesca-americana, riparata negli Stati Uniti dopo l'inizio delle persecuzioni razziali in Europa, autrice, ma non solo, di libri per ragazzi. Due modi di raccontare storie partendo dal particolare punto di vista femminile, che ci ricorda come le due autrici, prima ancora che scrittrici, sono donne e mamme a tutti gli effetti; e come tutte le donne, alle prese con i sensi di colpa tipici dell'essere e alle prese con tante (belle) cose, tutte assieme: perfino quelle di andare a prendere i figli a scuola, alle quattro in punto.

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