04/09/2008

Flavio Soriga con Massimo Cirri


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«Pessimi sogni fanno sempre gli scrittori, anche quelli della domenica che non hanno romanzi da consegnare agli editori, pessimi sogni quando bisogna raccontare e le storie bussano alla porta dei sogni». Scrivere per Flavio Soriga è uno stato febbrile, un agitato dormiveglia. Dall'esordio con i racconti di "I diavoli di Nuraiò" fino all'ultimo "Sardinia Blues" - passando per il palcoscenico di "Scritture Giovani" nel 2003 -, Soriga ha raccontato di personaggi felicemente malati e disperatamente avventurosi con uno stile spesso compulsivo. Lo incontra Massimo Cirri.


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Italiano

Nella casa del Mantegna Flavio Soriga e Massimo Cirri hanno dato vita ad un incontro divertente, a tratti esilarante, incentrato sullo scrittore sardo e sul suo ultimo libro "Sardinia Bues", edito per Bompiani. Soriga ha raccontato, senza freni inibitori e, anzi, con una spontaneità rara in incontri del genere, la genesi del romanzo, in parte scritto nei tempi morti avuti durante un lavoro come autore televisivo. Ha parlato della 'sua' Sardegna, diversa da quella tutta pastori e lupare raccontata in stereotipi arci-noti da giornali e televisioni, ma diversa anche da quella dei milionari che animano il "Billionaire". Quella di Soriga è una Sardegna simile a tante altre province italiane, fatta di piccoli bar dove gruppi di amici si ritrovano per parlare, davanti a un paio di mojito, delle storie più strane capitate a qualche conoscente. Soriga ha approfondito anche il tema della sua generazione, definendola «generazione Ryanair», in quanto la prima che ha avuto la possibilità di lasciare la Sardegna per visitare il mondo, ma con la certezza, visti i bassi costi dei voli, di ritornare a casa con una certa frequenza. Si è parlato di questo, e di tanto altro, ma di sicuro la cosa che più si è apprezzate è stata la simpatia di Soriga e Cirri nel raccontare loro aneddoti personali, storie con ballerine finite male, di premi letterari con critici non troppo preparati e di amici che bevono una birra in un tavolino, scrutando il parcheggio in attesa che arrivi niente di meno che Bruce Willis, appena cacciato da uno dei locali più in della 'Sardinia' per aver rifiutato di posare in una foto...

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