05/09/2008

Pedro Lemebel con Luca Scarlini

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«In casa mia non c'era nemmeno un libro, e se entrava un giornale, era avvolto intorno alla carne: carta macchiata di sangue». Così Pedro Lemebel racconta la sua infanzia «illetterata». Oggi lo scrittore cileno, autore di "Ho paura torero", è considerato un vero fenomeno della letteratura latinoamericana contemporanea. Il suo stile è inconfondibile: una sorta di «variante ludica del barocco», come se la realtà fosse uno spettacolo di elementi discordanti che si può raccontare solo attraverso una rielaborazione comica o assurda. Dialoga con lui Luca Scarlini.


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Pedro indossa una bianca e lunga tunica, in testa un fazzoletto dello stesso colore, che ricorda un'antiquata e buffa cuffietta da notte. La sua scrittura è stata definita «una variante ludica del barocco», e lui non le fa torto. A Pedro piace giocare, lo ricorda a tutti subito, quando coglie ogni occasione, ogni domanda, per schernirsi, per ridere e raccontare con allegria persino i momenti peggiori della sua storia. L'evento, presentato da Luca Scarlini e sponsorizzato da Arci, porta a Mantova quello che è considerato uno dei principali scrittori latinoamericani contemporanei. Attraverso l'accenno ai suoi libri, dei quali "Ho Paura Torero" è il più conosciuto in Italia,  Lemebel, amatissimo dalla comunità omosessuale non solo cilena, ci racconta a brevi tratti la sua vita, la sua storia personale, inscindibile dal Cile sommerso che racconta e che gli ha dato i natali. Pedro è estroverso, stravagante e provocatorio, con passione e autoironia esalta la sua identità privata e politica e la rivendica. I lettori accorsi ad ascoltarlo sono numerosi, non sono qui per caso, non per curiosità, lo conoscono e amano da anni. E ancora una volta Pedro non li delude.
 

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