10/09/2009 - Blurandevù

BLURANDEVÙ
. Gli autori rispondono alle domande blu dei volontari-conduttori di Festivaletteratura

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La carriera di Margaret Mazzantini inizia a teatro. Formatasi all'Accademia di Arte Drammatica di Roma, fa il suo esordio sulle scene con "Ifigenia" di Goethe. Per oltre dieci anni si dedica al teatro e al cinema, fino a quando, nel 1994, pubblica il suo primo romanzo, "Il catino di zinco", a cui segue nel 2001 "Non ti muovere", il libro con cui si aggiudica il Premio Strega e che la consacra come una delle più seguite narratrici italiane. Nonostante il successo, Mazzantini continua a considerarsi una outsider della letteratura, attività che pratica cercando di conciliarla con la vita familiare e la gestione dei quattro figli. Della quotidianità e dell'arte, l'autrice di "Venuto al mondo" parla con i ragazzi di Blurandevù. 


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Forse si aspettava un'intervista delle solite, ieri sera, la neovincitrice del Premio Campiello Margaret Mazzantini. Invece, approdata sul palco di Piazza Virgiliana, l'autrice si è trovata faccia a faccia con i ragazzi di Blurandevù, pronti a rivolgerle domande insolite per cercare di conoscere meglio la scrittrice, certo, ma anche l'attrice, la figlia, la donna e il suo vissuto.
Deve averlo capito immediatamente quando sul palco ha trovato l'immagine di un quadro della madre e i ragazzi l'hanno presentata dandoci un assaggio della sua biografia, ma anche delle piccole cose che ama nella vita quotidiana. Margaret è riuscita subito ad entrare in sintonia con il suo pubblico, rispondendo alle domande in modo brillante e diretto.
L'infanzia al seguito di genitori girovaghi, la naturale disposizione a mettersi in ascolto dell'altro e delle storie che ha da raccontare, la sua grande passione per il teatro: tutto questo l'ha aiutata e l'aiuta tuttora a scrivere. Attività che, spiega, non le riesce semplice, processo doloroso che è difficile da disciplinare, soprattutto nella fase iniziale, quando la storia 'esplode' dentro di lei e non può fare altro che scrivere, di getto, senza indugiare a rileggere, ripensare.
Ampio spazio hanno avuto le domande del pubblico. Alla fine le è stato chiesto di leggere qualche pagina del suo ultimo libro, "Venuto al mondo".
Per ringraziarla della partecipazione, i ragazzi di Blurandevù le hanno consegnato un regalo originale, che l'ha lasciata piacevolmente sorpresa: trovata casualmente una copia stampata male del suo libro "Zorro", con la copertina perfetta, ma tutte le pagine bianche, hanno pensato di riempirle loro stessi con i loro pensieri.

L'intervistata nel secondo appuntamento di Blurandevù è Margaret Mazzantini. I ragazzi sul palco come prima punto chiedono all'autrice di raccontare qualcosa di sé. La Mazzantini con molta simpatia racconta della sua famiglia e della sua infanzia per l'Europa a seguire i genitori. Studia teatro per molti anni a Roma e per lei la scrittura è sempre stata un incubo, vedendo il padre, redattore e autore, non vendere libri. Di qui la prima domanda: «in che modo hai cominciato a scrivere, come e quando ti piace farlo?», «Ho cominciato a scrivere non pensando di cominciare», è stata la sua inaspettata risposta. Infatti si è giudicata una persona lenta e per anni incapace di comunicare. È nato così su un quadernino che portava con sé da molto tempo, annotandoci sopra tutte le sue idee, il suo primo romanzo: "Il catino di Zinco". Segue la lettura di due brani riguardanti la città di Sarajevo di cui l'ultimo tratto dal suo ultimo libro "Venuto al mondo". Inizia così il dialogo sul perché ha scelto di scrivere su quella guerra pur non avendola vissuta direttamente. Dopo qualche altra domanda da parte dei ragazzi, il pubblico numeroso esprime le sue considerazioni, tutte più che positive, sui suoi romanzi, concludendo così l'evento.

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