13/09/2009 - Blurandevù

BLURANDEVÙ
. Gli autori rispondono alle domande blu dei volontari - conduttori di Festivaletteratura

2009_09_13_BLU1430

Il nome di Cristiano Godano è indissolubilmente legato a quello dei Marlene Kuntz, uno dei gruppi alternative rock più talentuosi ed eclettici attivi nel nostro Paese e punto di riferimento per innumerevoli band giovanili. Dalla lunga pratica di autore di canzoni, Godano ha maturato il desiderio di cimentarsi con la parola tenendo un passo diverso: da qui è nato "I vivi", una raccolta di racconti in cui la vita di tutti i giorni trapassa nel fantastico e nel surreale. Ultimo esperimento di Godano è quello come attore nel film "Tutta colpa di Giuda" di Davide Ferrario, per cui ha anche scritto le musiche come Marlene Kuntz. Musica, letteratura, cinema: pane per i denti dei giovani conduttori di Blurandevù. 


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Italiano

Con le note di "Walk on the wild side" è iniziato alle 14.30, in Piazza Virgiliana, l'ultimo Blurandevù del 2009.
Con i capelli corti, camicia nera e occhiali da sole, Cristiano Godano ci parla di musica, arte, letteratura. La radio commerciale non potrà trasmettere mai una musica di qualità. Questa situazione dipende dal grado di civiltà del popolo, ed oggi la cultura è un po' mortificata.
I ragazzi di Blurandevù, in mezzo al pubblico, si alzano in piedi sulle sedie per recitare dei brani del libro di Godano, "I vivi", accanto a un pezzo di "Lolita" di Nabokov, che Godano ammira. E poi, Cristiano spiega come fa a scrivere le canzoni. Scrive in versi, come in poesia. «Deve essere qualcosa di ritmico, melodico, cantabile. In poesia per dire qualcosa devi dire solo alcune cose, scegliere solo le parole più precise. Nell'arte non c'è spontaneità: è artificio».

Approfondimento Blurandevù - Cristiano Godano - Domenica 14:30
Cristiano Godano arriva elegante, con indosso occhiali da sole che non toglierà per tutta la durata dell'intervista. Si definisce un «artista insolente e fuori dal mondo», come il protagonista del film "Tutta colpa di Giuda", da lui interpretato al suo debutto cinematografico.
I ragazzi di Blurandevù hanno fatto un ottimo lavoro preparando quest'ultima intervista dell'edizione 2009 del Festival. Godano lo apprezza, dando vita ad un dialogo stimolante e non banale. Il cantante parla della sua ammirazione per i Sonic Youth, Paolo Conte, Neil Young e Nick Cave: cantanti che «vanno per i cavoli loro» e che esprimono con la musica il loro singolare punto di vista. Per questo sono stati preziosa ispirazione per i Marlene Kuntz.
Godano affronta poi il tema della musica di qualità: è difficile definire con criteri oggettivi la qualità di una musica, «la più impalpabile delle arti». Si rende infatti conto che i criteri di valutazione sono soggettivi: ciò vale per lui ed anche per i critici. È difficile, poi, che una radio commerciale trasmetta musica di qualità, ed è il popolo che deve cercarla.
L'autore rifiuta la definizione di «militante», per quel che riguarda la musica dei Marlene Kuntz. Anche le parole di "Bellezza" - «Noi cerchiamo la bellezza ovunque/ E passiamo spesso il tempo così/ senza utilità (quella che piace a voi)/ Senza utilità (perché non serve a noi)» - non sono un manifesto esteta contro l'utilitarismo, ma solo i versi di una canzone. Citando Nabokov, Godano ritiene che per lui sia importante l'aspetto futile dell'arte: per le opinioni generali basta comprare un giornale. L'artista non deve essere una persona che ti dice cosa sia giusto pensare.
Poi il discorso si sposta sulle differenze fra saggio, prosa e poesia; Godano,che si è cimentato nelle ultime due, pensa che scrivere una canzone sia simile allo scrivere una poesia: è importante il ritmo, ed è indispensabile l'interpretazione da parte del pubblico. Certo, canzone e poesia sono diverse e non vanno confuse, ma «Non necessariamente la poesia è una forma d'espressione più elevata». Scrivere prosa, invece, permette di poter avere più spazio e libertà, ma in nessun caso scrivere è una attività che si porta avanti con spontaneità. «L'arte è artificio» .

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