12/09/2009 - Annali di storia

ADESSO È IL MOMENTO DI FARE DEGLI STATI UNITI
 UN PAESE MIGLIORE. Il sogno americano da Martin Luther King a Barack Hussein Obama


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«Questo è il significato della nostra libertà e del nostro credo, (...) perché un uomo il cui padre meno di sessanta anni fa non avrebbe neanche potuto essere servito in un ristorante ora può trovarsi di fronte a voi per pronunciare il giuramento più sacro di tutti». Così Barack Obama, durante il suo discorso di insediamento, ha voluto interpretare la propria vicenda personale nel solco dell'aspirazione alla libertà e alla giustizia sociale che da sempre muovono il popolo degli Stati Uniti. Una chiave di lettura già ben presente nella riflessione di Martin Luther King, il quale già quarantacinque anni prima vedeva nella battaglia per i diritti civili dei neri un'occasione per l'America di «realizzare le promesse della democrazia» e per dimostrarsi «una grande nazione», e nel proprio sogno il sogno americano.


Sempre più di frequente ci sentiamo spiazzati di fronte agli eventi di oggi, come se fossero totalmente «nuovi». Uno sguardo a quanto è successo solo pochi decenni fa può invece risultare di grande aiuto per capire quello che stiamo vivendo. Con gli "Annali di storia" Festivaletteratura propone la lettura di alcune questioni del mondo contemporaneo alla luce di documenti e testimonianze del recente passato.

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L'evento che ha come ospite Bruno Cartosio, professore e preside della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell'Università degli Studi di Bergamo, tenutosi al Palazzo della Ragione, è iniziato con una nota citazione di uno storico: «La storia serve perché è possibile spiegare il passato attraverso il presente e il presente attraverso il passato». Da qui la prima domanda: a cosa serve la storia e come ci si può confrontare con essa?
Dopo aver chiesto ai presenti di intervenire, il professore intrattiene il vasto pubblico parlando dell'attivista Martin Luther King e del Presidente Barak Obama.
Vengono distribuiti il discorso "I have a dream", pronunciato dal pastore protestante nel 1963 e il discorso di Obama sull'«American dream», dei quali si leggono e commentano alcune parti.
Dalla frase «nation of immigrant» nasce poi il dibattito sul tema dell'immigrazione: come si può interpretare il grande flusso verso gli Stati Uniti se non come speranza?
Dopo aver fatto alcuni riferimenti sui discorsi per la candidatura dell'attuale Presidente Obama, si lascia spazio alle domande del pubblico.

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