09.09.2010 - TRACCE. Letture di oggi, letture di domani


C'È SEMPRE UN MOTIVO


2010_09_09_TR1230

Dialoghi, giochi e memorie sui testi e sulla lingua delle canzoni italiane. Conduce Giuseppe Antonelli ("Ma cosa vuoi che sia una canzone").


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Italiano

«Saranno trenta minuti secchi, cronometrati con piglio poliziesco, per capire se davvero c'è sempre un motivo per ricordare o dimenticare una canzone». Maurizio Matrone apre così il terzo appuntamento di "Tracce", dedicato al saggio di Giuseppe Antonelli "Ma cosa vuoi che sia una canzone. Mezzo secolo di italiano cantato", uscito quest'anno per Il Mulino. La Tenda Sordello è gremita e l'incontro inizia con straordinaria puntualità.
Antonelli ha, dunque, solo mezz'ora per mostrare al pubblico alcuni dei contenuti della propria ricerca linguistica sulla canzone italiana. Inizia mostrando il video di una canzone di Modugno del '68, colonna sonora del film "Le mogli al mare i mariti in città", e poi il testo, facendo vedere come, per ottenere una freschezza linguistica fino ad allora inedita e che potesse risultare ammiccante, Modugno abbia dovuto guardare al passato, recuperando termini classici, ottocenteschi.
Con questa formula, Antonelli ricostruisce brevemente la storia della canzone italiana, con particolare attenzione a quei testi in cui sono presenti i primi errori grammaticali, lessicali, i turpiloqui. Il pubblico partecipa con grande entusiasmo e, quando Antonelli lascia spazio alle domande, non esita a chiedersi se realmente la presenza ormai diffusa dell'italiano popolare nella canzone sia indice di progresso.
Allo scadere della mezz'ora, Maurizio Matrone conclude il piacevole incontro invitando il pubblico a partecipare alla "traccia" successiva.

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