11/09/2010 - Buonanotte ai suonautori

BUONANOTTE AI SUONAUTORI


2010_09_11_181

Evento ripetuto

di p.o.p. produzioni

Dal profondo silenzio dell'Universo ci arrivano flebili le pulsazioni elettromagnetiche delle stelle. E dalla terra, che musica arriverà alle stelle? La suonautrice della notte è l'astrofisica Margherita Hack.



C'è un'aria tra le parole, un'aria che si insinua, un'aria che modula e solfeggia. C'è un ritmo tra le parole, anche se talvolta paiono semplicemente incollate alla pagina. Sono aria e ritmo che sospingono l'insieme delle parole verso l'udito e allora queste parole che leggiamo non sono più soltanto senso, ma paesaggio sonoro, irrequietudini musicali che scuotono la lettura, la rendono elettrica come temporali inattesi. Buonanotte ai suonautori cerca di catturare e riprodurre il suono - ora musica, ora semplicemente rumore - che attraversa e suggerisce il testo. Il volto vero di queste serate, nate in collaborazione con gli stessi autori, è quello di una buonanotte fatta di alchimie sonore e verbali rapite alle pagine dei libri, mescolate ai pensieri sfuggenti del lettore. Il resto sarà tutto da ascoltare.


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Italiano

Riflessi di luce sull'acqua oscura del lago. Riflessi di stelle nel cielo notturno.
E l'ecclesia seduta in cerchio, attorno a una spirale di candele accese che ricorda una galassia. Insieme alle candele, anche un fuoco; mentre tutto intorno si odono armonie lontane, come di tamburi, come se fossimo in una tribù indiana. Una voce ci presenta il progetto, un «ambiente sonoro» che dà la buonanotte ad un altro giorno che è passato a Festivaletteratura. Il suono è ora particolare, come di canne vuote attraversate dal vento.
È una «statua sonora» che produce queste vibrazioni. Poi altri rimescolamenti etnici e tecnologici. Torna alla mente ancora il fuoco indiano e accanto a esso, Margherita Hack ci narra vecchie storie di libertà, di pensiero e di scoperte astronomiche.
Democrazia: non a caso è una parola greca, non a caso la Grecia, così diversa geograficamente da altre regioni, fu la culla del pensiero laico, contrariamente agli altri regni totalitari dell'epoca. Poi venne Galileo, le sue osservazioni astronomiche, le sue scoperte che misero in crisi la chiesa e che per questo lo costrinsero a finire i suoi giorni in un dorato ma triste esilio. Quindi arrivò Isaac Newton, la gravità, l'interazione misteriosa tra i pianeti. E infine Albert Einstein, con la sua curvatura dello spazio a spiegare definitivamente questa interazione. I suoni proseguono, le candele continuano a bruciare insieme alla nostra galassia.

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