12/09/2010 - LAVAGNE. Problemi scientifici all'aria aperta

ALAN TURING E IL TEOREMA DELLA MACCHINA UNIVERSALE

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Un teorema fresco fresco (è del 1936!) che ci parla di algoritmi e suggerisce qualche limite alle capacità razionali dell'uomo.


Gesso alla mano gli ospiti «scientifici» di Festivaletteratura 2010 sono invitati a spiegare in mezz'ora con parole povere e l'aiuto di poche formule e tante figure e schizzi il significato della loro formula, teorema, problema o legge preferita.

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Domenica 12 settembre si parla di algoritmi e macchine universali nell'ultimo incontro scientifico di Festivaletteratura. Davanti alla lavagna di Piazza Mantegna, Giuseppe Rosolini, Presidente dell'Associazione Italiana di Logica e sue Applicazioni, ci spiega il modo in cui Alan Turing riuscì a dimostrare l'impossibilità di trovare l'algoritmo perfetto, risolutore dei problemi fondazionali della matematica e dei tormentosi assilli di Hilbert e colleghi scienziati di quegli anni.
Mai come nel caso di questo genio della matematica, le tormentate vicende biografiche e l'opera scientifica vanno di pari passo. Al servizio di Winston Churchill, Turing fu in grado di decriptare i codici cifrati tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Poi si mise al lavoro per sviluppare la sua macchina universale, muovendo i primi passi logici e tecnologici verso i moderni computer. A questo punto il racconto di Rosolini si fa più intimo, e si scopre come l'omosessualità di Turing divenne oggetto di indagine della polizia britannica, fino alla condanna alla castrazione chimica che spinse Turing al suicidio. Finale tragico per una delle menti più brillanti e meno conosciute del secolo scorso. Il pubblico segue, si incuriosisce, si commuove; e al termine di una ricostruzione tanto puntuale e accorata è difficile non augurarsi di prender nuovamente parte alle Lavagne nel 2011.

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