08/09/2011 - Quaderni di scuola

LA FABBRICA DEGLI ITALIANI. Il ruolo della scuola nella costruzione dell'identità nazionale

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La scuola ha costituito a lungo il luogo per eccellenza della riproduzione sociale ed è stata impiegata dalle élite dirigenti per costruire il consenso all'universo di valori nel quale si identificavano e la deferenza nei confronti delle istituzioni. Ma come si è insegnata l'Italia in questi centocinquant'anni? E come si sono posti gli insegnanti e l'istituzione scolastica rispetto alle diverse specificità culturali portate dai bambini in classe e al venir meno, a partire dagli anni '60, di un'idea di nazione riconosciuta e condivisa? Maurizio Viroli, autore di "Per amore della patria" e di "La libertà dei servi", e Simonetta Polenghi, docente di Storia della scuola e delle istituzioni educative presso l'Università Cattolica di Milano, ne parlano con Juri Meda, coordinatore scientifico del progetto "Quaderni di scuola".
Grazie alle testimonianze offerte dai componimenti degli scolari, gli incontri dei "Quaderni di scuola" permettono di affrontare da una prospettiva inconsueta alcuni temi centrali nella nostra storia nazionale. Con questa scelta s'intende anche riportare l'attenzione sulla centralità della scuola, in un momento di grave crisi del prestigio sociale e del credito culturale goduti da questa istituzione.

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Italiano

L'idea dell'evento "Quaderni di scuola", "La fabbrica degli italiani", è quella di raccontare i 150 anni dell'unità dell'Italia in modo diverso. Nel chiostro del Museo Diocesano, Juri Meda, coordinatore scientifico del progetto "Quaderni di scuola", spiega le origini di questo movimento che permette ai bambini di rittrovare la parola. Accanto a lui, Simonetta Polenghi, docente di storia della scuola presso l'università cattolica di Milano e Maurizio Viroli, autore tra altri di "Per amore della patria".
Alfabetizzazione, ruolo del maestro, laicizzazione... in pochi minuti, Simonetta Polenghi ricorda qual è stato il ruolo della scuola nella costruzione dell'unità nazionale e, in particolare, come i maestri hanno usato la metafora della famiglia per spiegare ai bambini il concetto di patria. Secondo la docente, il valore dell'istruzione non esiste più. Partendo dalla data dell'8 settembre, Maurizio Virilo sottolinea il fatto che a questo punto della storia, emerge una nuova idea di patria. Poi, il dibattito è andato a finire sia sul concetto di patria, sia sulla crisi dell'autorità che si sente nelle scuole di oggi.    

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