10/09/2011 - Lavagne. Problemi scientifici (e musicali) in piazza

LA MAPPA DELLA BIODIVERSITÀ

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Una mappa della distribuzione della biodiversità è uno strumento fondamentale per conservare la natura. Ma le specie, particolarmente quelle animali, si muovono: come si fa a metterle su una mappa che è statica?
La sfida lanciata lo scorso anno agli scienziati di spiegare una formula o una teoria scientifica solo con gesso e lavagna prosegue e coinvolge quest'anno anche i musicisti, che tratteranno questioni di tecnica e teoria musicale con l'aiuto aggiuntivo di un lettore CD.

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La scienza fa lezione anche oggi in piazza Mantegna. Luigi Boitani, professore presso il Dipartimento di Biologia Animale e dell'Uomo dell'Università di Roma La Sapienza, spiega al pubblico il significato e l'utilità della mappa della biodiversità. La biodiversità altro non è che lo studio della varietà degli esseri viventi sulla Terra. La mappa invece, è una rappresentazione fissa, ma imprecisa, della realtà.
Il problema chiave del tracciare un modello della biodiversità è che gli animali si muovono e possono percorrere migliaia di chilometri. Quindi si riescono a mappare soltanto gli avvistamenti di ciascuna specie, ma il risultato sarà sempre un'approssimazione. Tuttavia, come ha spiegato Boitani con tanto di gessetto, è vietato sbagliare: dalle mappe, infatti, dipendono i confini delle aree protette e quindi la vita degli stessi animali. Lo studioso illustra le diverse soluzioni per ovviare al problema e limitare errori. Un metodo infallibile? Il più semplice e ovvio: l'osservazione diretta della natura. Per capirla e tutelarla.

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