06/09/2012 - Tracce

LA POLITICA NELLE PIAZZE VIRTUALI

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Dopo il successo di Obama alle presidenziali del 2008, l'utilizzo del web e dei social network per la comunicazione politica è diventato un imperativo anche per l'ultimo dei consiglieri comunali. In tutto questo c'è qualcosa di nuovo nel rapporto tra i cittadini e i loro rappresentanti o è puro make-up? Il parere di Fabrizio Tonello.

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«'Thank you facebook'. Lessi queste tre parole mentre guardavo distratto dal finestrino un muro di cinta che correva lungo un'arteria di Bizerte, città al nord della Tunisia. Erano state schizzate velocemente con una bomboletta blu. Lo stesso, inconfondibile blu del social network che ha reso possibile una delle più grandi rivoluzioni del XXI secolo, la cosiddetta 'primavera araba'». Sotto la tenda di Piazza Sordello, Fabrizio Tonello ha parlato stasera del rapporto che intercorre tra i social network, e i media in generale, e la politica. Un rapporto che li ha visti indissolubilmente legati in un'era in cui la comunicazione flash, l'obsolescenza della notizia e il potere dell'immagine fanno da padroni. Un'atmosfera inquietante e cinica è calata all'ombra del Palazzo Ducale quando, attraverso un completo excursus dei più importanti media che hanno rivoluzionato il Novecento e la loro strumentalizzazione da parte del potere, Tonello disvela, con assoluta lucidità storica, l'intrinseca forza dirompente delle nuove tecnologie. Non dobbiamo sorprenderci se, in questo momento storico in cui «Pierferdinando Casini e Beppe Grillo twittano», il social network si trasformi nella macchina propagandistica al servizio dei potenti, come lo fu la radio per la propaganda nazionalsocialista o l'aviazione durante il secondo conflitto mondiale, piegata a macchina sanguinaria. Un attento confronto anche tra l'uso mediatico dei social network in America per le elezioni presidenziali di Obama e in Italia, in cui greve è l'attesa per le prossime elezioni politiche, ha stimolato il pubblico a interessanti domande, che spaziavano dalla censura cinese a: «Quando arriva in Italia il dipendente di Google?». Il social network, dunque, ha funzionato da catalizzatore e da acceleratore delle necessità rivoluzionarie del cittadino egiziano, tunisino e libico, ma, si badi bene, pur sempre di cittadini si parla. Persone in carne ed ossa, corpi ben distinti in un magma di urla, slogan e cartelli. Corpi 'fisici' che si oppongono e si impossessano del corpo 'politico' del dittatore. Sfidano i propri limiti per un ideale rivoluzionario. Sono corpi che, nelle piazze, tra le strade, nelle università, partecipano. E Tonello questo lo sa bene quando afferma che il futuro della politica non è nella comunicazione, ma nella partecipazione. «Libertà è partecipazione», per dirla col Signor G.

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