07/09/2012 - Dialoghi coi fratelli Grimm

LA FAVOLA DEL FALSO UCCELLO E DELLO SPOSO STREGONE

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bambini e adulti dai 6 anni in su

Nel 1812 viene pubblicata in Germania la prima edizione di "Kinder- und Hausmärchen", meglio conosciuta da noi come "Le favole dei fratelli Grimm". In questo fortunatissimo volume Jacob e Wilhelm Grimm raccolgono un gran numero di racconti della tradizione popolare tedesca che diventano presto patrimonio universale. Cappuccetto Rosso, Hansel e Graetel, Pollicino sono fiabe che hanno dato la buonanotte a intere generazioni di bambini e che continuano a muovere emozioni profonde in chi le ascolta. Per celebrare questa importante ricorrenza, Festivaletteratura ha chiesto ad alcuni scrittori e illustratori di reinterpretare una favola dei Grimm o di scriverne una nuova, per mostrare come ogni fiaba possa aiutarci a leggere il presente e a interpretare le nostre pulsioni più irrazionali.
Conduce gli incontri l'attore Pino Costalunga.

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«E a voi piacciono le favole che fanno paura?». Così Pino Costalunga ha aperto l'evento di oggi dedicato ai fratelli Grimm e alle loro scritture, insieme all'illustratrice Chiara Carrer.
"Barbablu", creazione dell'autrice che si rifà a "La favola del falso uccello e dello sposo stregone", è stata la prima storia raccontata dalla voce coinvolgente e teatrale di Pino. Un uomo con una barba blu, l'antagonista, uccide tutte le sue mogli, appena scopre che hanno varcato la soglia dell'unica camera della casa in cui è proibito l'accesso; in questa stanza, infatti, vengono poi rinchiuse ed uccise le sue spose. Rosa, l'ultima donna, scopre l'inganno e senza imbrattarsi del sangue incriminante, decide di vendicare se stessa e le altre: così si ricopre di piume e miele e lo uccide. Questa storia stupisce tutti gli ascoltatori per la sua freddezza e crudeltà ma i bambini sono comunque entusiasti e sembrano apprezzare questo genere di racconto.
L'incontro prosegue con la lettura di un altro classico rivisitato e disegnato dall'illustratrice: "La bambina e il lupo", il rifacimento di "Cappuccetto Rosso". Costalunga trasporta il pubblico nel racconto, che si rivela inaspettatamente schietto e freddo. La nonnina, infatti, non viene salvata da un cacciatore buono o dalla spensierata nipotina, ma viene semplicemente lasciata 'nella pancia' del lupo. Anche questo finale, seppur meno crudo, lascia a pensare.
Chiara ci porta, dunque, su un argomento molto delicato: il saper raccontare anche delle favole dell'orrore; infatti afferma che già da bambini è importante affrontare e riconoscere che nella vita esiste anche il male e, di conseguenza, la paura. Questo suscita parecchi commenti dai genitori, che partecipano attivamente; ammettono di raccontare poco ai propri figli questo genere di storia, poiché anche loro spesso non sono in grado di affrontare certi temi.
Grazie a questo evento quindi, genitori e figli torneranno a casa con qualche paura in meno e qualche esperienza di più.

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