07/09/2012 - Germanica

Michael Krüger con Daniele Piccini

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«È tutto tranquillo. Non è successo niente./ L'errore di scoprire il mondo lo rimpiangiamo da un pezzo./ Ogni colpo di vanga, ogni osso ritrovato, ogni speranza dissepolta:/ la loro inefficacia è dimostrata da un pezzo. Le rovine/ si edificano su progetto, anche questa una vecchia soluzione per dopo». Protagonista della scena culturale tedesca e attento lettore di letterature straniere, Michael Krüger è un nome di primo piano nella lirica tedesca. Al centro della sua poesia è la condizione dell'uomo tardo moderno: posto che tutte le arti sono parimenti inessenziali, e che il linguaggio poetico è uscito logorato dalla temperie della globalizzazione, al poeta non resta che farsi amministratore degli scarti, di quanto si può raccogliere nei rifiuti, tra le esperienze inattingibili. Incontra l'autore di Il coro del mondo il critico letterario Daniele Piccini.


Con il contributo di Goethe-Institut Mailand.

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L'evento si apre con una lettura in tedesco: Michael Krüger interpreta una propria poesia legata all'Italia, dove cita alcune delle città più belle dello Stivale. Classe 1943, direttore della casa editrice Hanser e della rivista "Akzente", Krüger è uno dei personaggi di spicco della letteratura tedesca, e vanta numerose opere, che vengono citate dal giornalista Daniele Piccini in una breve introduzione all'autore, e da cui successivamente vengono tratte le numerose poesie lette al pubblico. Le sue opere poetiche sono caratterizzate da un gioco culturale che ci illumina sulle attività dell'autore, il quale, in modo impersonale, tiene sotto controllo la materia in una continua interrogazione cognitiva del mondo, dove non possiamo fare affermazioni definitive. «La porta è aperta. Nella casa c'è uno che suona Schu­bert, gli Impromp­tus, è così strap­pa­la­crime così preciso che al momento non fa pro­prio niente se si sciol­gono i poli, per­ché lui suona da pari a pari con la morte». (Schubert,Impromptus da "Il Coro del mondo") Krüger sottolinea l'importanza di una buona traduzione, perché per tradurre un romanzo o una poesia non basta conoscere la lingua, ma bisogna conoscere il linguaggio della poesia. «La traduzione è un processo continuo, e per farlo bene bisogna sedersi al tavolo della cucina alle cinque o alle sei di mattina e ritradurre una poesia dei grandi autori del passato, per esempio di Goethe», afferma lo scrittore. Un fattore che entra in gioco nella poesia moderna è la storia passata, dato che esiste un'antropologia sperimentale, e non può esserci una pianificazione della condizione umana, come avvano già intuito i nostri predecessori, e questo fatto può essere paragonato alla struttura segreta della poesia. Tra una domanda e l'altra di Piccini sono state lette varie poesie dell'autore, le cui ipnotizzanti parole hanno scatenato varie emozioni tra gli spettatori: questo perchè non esiste un'unica interpretazione delle opere poetiche, infatti ciascun lettore capisce ed elabora le strofe in modo diverso e per questo «Finché viviamo, dobbiamo scrivere poesie».

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