06/09/2013 - Lavagne. Esempi di scrittura musicale

INVENTARE IL VERO. LA MUSICA DI VERDI

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Dalle opere di Verdi escono nettissimi il carattere e la contrastata psicologia dei suoi personaggi. All'innata vocazione drammatica del compositore, si unisce un lavoro puntuale, compiuto insieme ai suoi librettisti sul ritmo naturale del verso e nella ricerca della 'parola scenica', ovvero di un'espressione che da sola sia in grado di sintetizzare un momento, un'azione che la musica possa poi illustrare liberamente. Giovanni Bietti ci porta a fare la conoscenza di alcuni eroi ed eroine nati dall'invenzione musicale verdiana.

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«Riprodurre il vero è una bella cosa, ma inventare il vero è meglio». Questa suggestiva citazione verdiana esplicita in modo inequivocabile il cuore dell'ideale teatrale del celebre compositore: come i grandi protagonisti di Shakespeare, suo importante modello di riferimento, i personaggi di Verdi incarnano le varie passioni umane nella loro forma più assoluta.
Ma come si fa ad inventare il vero? Il musicologo Giovanni Bietti ha analizzato i tre punti chiave in cui si articola il processo di drammatizzazione: il primo fra questi riguarda l'utilizzo della cosiddetta 'parola scenica'. Essa è, secondo Verdi, la parola che scolpisce e rende evidente la situazione; quando è presente, si impone attraverso sottili tecniche di costruzione ritmica che accentuano il suo significato già centrale all'interno della scena (ne è un esempio il celebre «Amami Alfredo!» supplicato da Violetta nel secondo atto della "Traviata").
Il secondo elemento fondamentale per la realizzazione scenica è costituito dall'insieme delle 'posizioni drammatiche', ossia dei momenti di estremo contrasto e dialettica degli affetti in cui diversi personaggi si trovano sulla scena e cantano contemporaneamente (ma allo stesso tempo privatamente, nel proprio cuore) esprimendo i sentimenti provati con semplici frasi ripetute più e più volte; in questo modo si perde il significato delle parole nel momento del canto simultaneo, ma lo scopo di Verdi riguardo a queste scene non è tanto quello di catturare l'attenzione con un'espressione chiave, quanto attraverso l'incrociarsi delle diverse sensibilità. Per darci un saggio di questa tecnica compositiva, il professor Bietti ha scelto il famosissimo quartetto del "Rigoletto", "Bella figlia dell'amore".
L'ultimo aspetto analizzato da Bietti è stato quello dell'importante ruolo svolto dall'aria lirica nel contesto della caratterizzazione di un personaggio: come l'aria stessa è musicalmente suddivisa in diverse sezioni, così vi devono corrispondere, a livello di libretto, l'esposizione dei diversi stati d'animo che convivono all'interno della medesima figura. Combinando queste tre diverse formule, Verdi ha creato nel corso della sua lunga vita capolavori che hanno conquistato i teatri di tutto il mondo, unendo alla figura di genio musicale quella di uomo impegnato civilmente - fu infatti deputato per il primo Parlamento del Regno d'Italia per richiesta esplicita di Cavour - e legano il suo nome a periodi come il Risorgimento, che ha posto le basi per la fondazione del nostro paese. Insomma, viva Verdi!

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