08/09/2013 - Tracce

INVENTARE LA PACE

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Basta guardarsi intorno per capire che la pace è ancora da inventare. Non ci sono le parole che la sostengono, gli occhi capaci di vedere l'ingiustizia e la violenza. Mary Zournazi ci racconta il tentativo condotto con Wim Wenders per rendere la pace qualcosa di visibile e tangibile.

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Che cos'è la pace? A questo quesito, solo apparentemente banale, cerca di rispondere il libro "Inventare la pace" di prossima pubblicazione in Italia. Gli autori di quest'opera a quattro mani sono Mary Zournazi, filosofa e insegnante australiana, e Wim Wenders, regista tedesco autore, tra gli altri, di "Il cielo sopra Berlino". Per completare "Inventing peace" c'è voluto un lavoro di dieci anni, che è stato influenzato da molti autori tra cui citiamo solamente il regista giapponese Ozu e il filosofo francese Bergson.
La sfida più difficile, motivo per cui è stata necessaria una così lunga gestazione, è quella di parlare di un tema abusato come la pace senza cadere nei soliti luoghi comuni. La pace viene di solito definita come assenza di conflitto, armonia, tutti concetti che si identificano grazie al proprio doppio negativo (pace e guerra, armonia e disordine). Ma cos'è la pace vera e propria? Per capirlo è fondamentale partire dalla nostra visione del mondo, depurando il nostro punto di vista da tutto ciò che può viziarlo (l'ingiustizia, la sofferenza, la violenza). Lo scopo è arrivare a costruire un linguaggio visuale e morale che sia in grado di descrivere la pace, di renderla tangibile. Questo linguaggio va 'inventato', creato attraverso le arti per permetterci di trasmettere la pace in modo concreto. Lo scopo di questo nuovo modo di percepire la realtà è quello di dare all'umanità un'alternativa alla guerra che oggi, in molti casi diplomatici internazionali, sembra sempre essere l'unica soluzione possibile.

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