03/09/2014 - Liberté, égalité, fraternité. Tre parole per la rivoluzione digitale

LIBERTÉ

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Se la rete ha indubbiamente aperto enormi spazi di libertà d'espressione e artistica, consentendo da un lato di rompere la barriera della censura nei regimi autoritari e dall'altro la nascita di pratiche di autoproduzione e circuitazione di opere e idee, è indubbio che i movimenti che compiamo sul web non passano inosservati, mettendo a rischio la nostra privacy e condizionando le nostre scelte. Juan Carlos De Martin, co-fondatore del Centro Nexa su Internet e Società, si confronta con Roberto Casati su rivoluzione digitale e liberté. 
La rivoluzione digitale alla prova delle parole d'ordine della Rivoluzione francese. Per comprendere come l'avvento impetuoso delle nuove tecnologie stia cambiando comportamenti, valori e principi pre-digitali, Festivaletteratura propone quest'anno una riflessione in tre momenti, condotta da Roberto Casati (Contro il colonialismo digitale). Liberté, égalité, fraternité saranno le tre parole/reagenti per verificare se la rivoluzione digitale in corso rappresenti un passo in avanti o l'ennesima occasione perduta o, ancor peggio, uno strumento raffinato per creare nuove dipendenze o servitù.

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Italiano

"Liberté" ha aperto il primo di tre incontri dedicati alla rivoluzione digitale. Tre appuntamenti, ognuno dei quali ha come titolo una delle parole del motto nazionale francese: "Liberté, Égalité, Fraternité". Introdotto dal filosofo Roberto Casati, Juan Carlos De Martin (professore di ruolo presso il Dipartimento di Automatica e Informatica del Politecnico di Torino - dove è co-fondatore del Centro Nexa su Internet e Società) ha introdotto il pubblico ad un rapido viaggio nella storia dei media, dal telegrafo ad internet, spiegando le varie caratteristiche, le peculiarità, ma soprattutto la grande differenza che corre tra i media classici come la tv e internet. I primi, come ha sottolineato lo stesso De Martin erano e sono media passivi. L'utente ne subisce il contenuto. La rete invece ha la peculiarità di essere anche attiva. L'utente fruisce i contenuti, ma è messo nella condizione di diventare lui stesso 'content producer'. All'alba di internet e fino a non troppo tempo fa le procedure per operare sulla Rete erano abbastanza complesse e fruibili solo a poche persone, ma negli ultimi anni il mercato ha intuito una opportunità cominciando a fornire servizi in grado di rendere le operazioni su internet accessibili a tutti. Molto spesso gratis, a parole. Ne sono un esempio i social network. Di fatto però, come ha spiegato De Martin, l'accesso e l'utilizzo di queste piattaforme ha un prezzo: i dati, da quelli anagrafici ai nostri gusti, ciò che vediamo, leggiamo, etc. Ogni informazione raccolta su di noi, quando ad esempio usiamo un social network, vale oro per le aziende, e spesso la dinamica della loro acquisizione non è comunicata agli utenti in maniera chiara. Il tema centrale è dunque la gestione delle informazioni e la privacy sul web, uno dei punti cruciali nella Rete di oggi. Il caso 'Snowden' insegna. De Martin ha poi concluso aprendo ad alcuni temi importanti quali la governance di Internet di cui si discute da mesi e la 'net-neutrality', argomenti di cui nei prossimi mesi e anni sentiremo parlare molto, e che sono fondamentali per un futuro sano della Rete. Giovedì 4 alle 17.30 invece "Fraternité", il secondo appuntamento, con Antonio Casilli che cercherà di spiegare come e perché ci relazioniamo in rete, da Facebook a Whatsapp.

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