05/09/2014 - Meglio di un romanzo

IL REPORTAGE AL TEMPO DELLA BREAKING NEWS PERMANENTE

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La diffusione rapida e virale delle notizie, la nascita degli aggregatori che superano la tradizionale forma giornale, lo sviluppo del cosiddetto 'citizen journalism' sono alcuni dei più evidenti sommovimenti causati nel mondo dell'informazione dall'avvento di internet. Se il segno che accomuna tutte queste trasformazioni è il declino dell'autorialità e la riduzione del giornalismo a notizia, è vero anche che il web apre spazi inattesi per chi lavora con un passo più lungo. Christian Elia si confronta su questo tema con Giuliano Santoro e Ander Izagirre, due giovani giornalisti che interpretano la rete come un'opportunità per scavare e approfondire le storie, con la calma che ci vuole per riuscire a raccontare pezzi di mondo.
 In un'epoca frastornata da informazioni in tempo reale, cresce l'urgenza di un giornalismo di narrazione, capace di ricostruire i frantumi della realtà in una storia. "Meglio di un romanzo" porta al Festival le migliori esperienze di questo giornalismo di ascendenza letteraria tornato recentemente a nuova vita, che sa raccontarci il nostro tempo più e meglio della prosa di finzione.

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Abbinare un tipo di approccio giornalistico che necessita di analisi, costanza e tempi lunghi (il reportage) con le velocità dettata dalle news che corrono online. Questa una delle sfide che obbligano il giornalismo contemporaneo a cercare nuove strade per incrociare e far dialogare tra di loro mezzi e stili narrativi diversi con un solo fine, che rimane quello di sempre: raccontare storie per informare i propri lettori. E così ecco che due giovani (e bravi) giornalisti, entrambi provenienti dal mondo tradizionale della carta stampata, (Ander Izagirre e Giuliano Santoro) hanno deciso di raccogliere questa sfida, andando sul campo per raccogliere storie sfruttando però le potenzialità della rete, dando vita a una new wave del giornalismo di tipo narrativo. I due hanno dunque avuto modo di raccontare le rispettive, straordinarie esperienze nel corso dell'incontro dal titolo "Il reportage al tempo della breaking news permanente", moderato da Christian Elia, altro giornalista esperto di questioni internazionali e a sua volta autore di reportage nei quattro angoli del pianeta. Ander Izagirre, giornalista basco di San Sebastian, è partito da reportage locali, alla ricerca di storie e personaggi da raccontare, per poi passare un mese in Bolivia vivendo fianco a fianco con alcune famiglie di minatori per raccontare la piaga del lavoro minorile. E così, con questo approccio quotidiano, paziente e rispettoso, Ander ha potuto instaurare un rapporto diretto, quasi intimo, con queste famiglie, riuscendo a descrivere aspetti nascosti (e dolorosi) delle loro vite, tutt'altro che agiate e comode. Giuliano Santoro, invece, ha deciso di percorrere a piedi la propria regione di origine, la Calabria, alla scoperta di una terra poco raccontata al grande pubblico: anche grazie ai blog e ai social network Santoro ha dunque potuto aggiornare i propri lettori giorno dopo giorno, in tempo reale, con dettagli e storie vissute in prima persona. Esperienze tanto innovative quanto affascinanti che lasciano intravedere una luce in fondo al tunnel della crisi dell'editoria: il giornalismo, e con esso il bisogno innato dell'uomo di raccontare, vivrà ancora a lungo, magari cambiando pelle e modelli economici di riferimento. Citando Santoro, «un giornalismo come bene comune», al pari dell'acqua. 

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