13/09/2015 - Blurandevù

BLURANDEVÙ. Volontari, all'intervista!

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"Io mi sento tutto, ma a volte non mi sento niente". Igiaba Scego aveva sedici anni quando è scoppiata la guerra in Somalia, e aveva tutt'altro per la testa. Era a Roma, dove suo padre - già ministro degli esteri somalo - aveva portato la famiglia dopo il colpo di stato contro Siad Barre. Improvvisamente la sua terra d'origine si è trasformata in un racconto di nostalgia e di rabbia, e il paese in cui è nata e cresciuta - l'Italia - un posto dove combattere ogni giorno per sentirsi a casa, sfidando l'odio e l'intolleranza latente. Oggi Igiaba è una delle voci più argute e intense della letteratura italiana migrante. Ha pubblicato alcuni libri (La mia casa è dove sono e Adua sono i suoi titoli più recenti) e moltissimi articoli, ponendo sempre al centro la questione delle identità in transito in un mondo conteso tra chi resta e chi va, punto di partenza anche del vivace confronto con i ragazzi di blurandevù.

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