09/09/2016 - Blurandevù

BLURANDEVÙ. Volontari, all'intervista!

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«Ho un'idea molto morale dell'arte. Se non ci cambia la vita a che serve?». Nei suoi libri Jeanette Winterson è tornata più volte sulla sua vicenda personale: l'infanzia terribile vissuta in una famiglia pentecostale, in cui la madre le bruciava i libri nascosti sotto il letto ("Perché essere felice quando puoi essere normale?"), l'adolescenza in cui scopre l'amore per una coetanea e decide di fuggire di casa ("Non ci sono solo le arance"). Winterson ha una grandissima capacità di mettersi a nudo, esplorare senza pudore il mondo delle emozioni, anche le più oscure, e i suoi romanzi parlano spesso di passioni travolgenti e febbrili, che non lasciano indifferente chi legge. Del resto, questa è la loro funzione: «un libro meraviglioso sconvolge le abitudini mentali, getta tutto all'aria in modo che non ci adagiamo, che ci sia sempre un confronto e una sfida a qualche livello». Di letteratura e vita la scrittrice inglese parla con i ragazzi di "Blurandevù".

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