FIGLIA DELLA MIA CITTÀ, FIGLIA DELLA STORIA

"L'Italia, senza la Sicilia, non lascia immagine alcuna nello spirito", scriveva Goethe durante il suo viaggio in Italia del 1787. Da allora fiumi di inchiostro sono stati stesi sulle pagine per raccontare questa regione bruciata dal sole. Due figure della letteratura contemporanea, in particolare, hanno saputo utilizzare la propria terra d'origine come matrice della scrittura, trasformando Palermo e Caltagirone in scenari che quasi assurgono a rango di coprotagonisti. Simonetta Agnello Hornby (La zia marchesa, Piano Nobile, Caffè amaro) e Maria Attanasio (Lo splendore del niente e altre storie, Il falsario di Caltagirone), partendo spesso dall'elaborazione di vicende locali, hanno saputo restituire vita a personaggi marginali della storia, forti figure femminili, spesso "ribelli e anticonformiste che vengono recuperate dalle pieghe nascoste di una storiografia che ha silenziato i piccoli e gli ultimi", come per esempio Rosalia Montmasson, unica donna a partecipare all'impresa dei Mille e protagonista di La ragazza di Marsiglia di Maria Attanasio. Di questo spaccato della società siciliana le due autrici discorrono insieme a Luigi Caracciolo.

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