PERCORSO TEMATICO 27.05.20

Lontano dal mare

A cura di redazione archivio

Sono tanti gli splendori naturali del Mantovano: placidi fiumi che si fondono col cielo, fertili pianure ricolme di profumi, boschi ricchissimi di specie. Solo il mare è una presenza lontana, ma chi ha vissuto le afose estati della Bassa sa bene quanto sia desiderata! È una fortuna che al Festival basti mettersi comodi sotto una tenda, chiudere gli occhi per qualche minuto e ascoltare il rumore remoto delle onde invocato da scritture cariche di iodio!

Esiste una letteratura di mare?

Iniziamo il percorso con il vento in poppa, guidati da due veri capitani delle lettere. Il primo è lo svedese Bjorn Larsson, navigante di fama internazionale che «ha vissuto a lungo il mare, a bordo di una barca, e ne ha scritto da dentro, che si tratti di pirati leggendari o di aspiranti navigatori contemporanei in cerca di avventura o di enigmi da risolvere». Il secondo è il ligure Alberto Cavanna, scrittore che ha ricostruito tra fantasia e realtà storie di pirati e avventurieri, spostando spesso lo sguardo romanzesco – come nel caso dello struggente Il dolore del mare – nelle comunità cresciute per necessità lungo la costa. Esiste una letteratura di mare? è la domanda che dà titolo al loro magnifico incontro mantovano del 2015. «Dare una riposta nel tempo di un’ora a una questione così vasta è probabilmente un’illusione», nota puntualmente il nostromo-giornalista Carlo Annese mentre traccia il percorso, ma seguendo l’esempio di giganti come Conrad, Maupassant e Álvaro Mutis, Larsson e Cavanna – autori in apparenza molto diversi per cultura ma estremamente prossimi per sensibilità – prendono agilmente il largo seguendo la magnifica mappa di pagine proprie e altrui, certi che «niente dà la pace dell’anima di una sera d’inverno, soli a bordo, con i gabbiani, il vento e le onde come unica compagnia».

 

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Il nostro mare

Ogni mare ha la sua storia, ma quella del Mediterraneo risale davvero i millenni e lega al presente mondi remoti, civiltà sepolte, conflitti epocali e infiniti scambi. È una storia di popoli, economie, nazioni e religioni che diventa speranza o disperazione a seconda del tempo e del punto di osservazione. Due storici fuoriclasse come Alessandro Vanoli e Franco Cardini hanno toccato mille volte le sue sponde, affrontando a lungo nei propri studi il Mediterraneo non solo come luogo di scontro tra mondo cristiano e musulmano, ma anche come simbolo. È da questa sua imprescindibile valenza che parte la loro riflessione al Festival nel 2016, sulla scia del grande Fernand Braudel e di mille altre scritture che hanno tentato di catturare l’essenza di questo poderoso collante tra Oriente e Occidente, città, paesi e culture lontanissime.

 

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A cavallo dell'onda

Passare dalla storia collettiva a quella individuale è un passo difficilissimo e pieno d’insidie, ma che navigatori saremmo senza osare? Ecco allora una vicenda che fa proprio al caso nostro! William Finnegan non è solo un asso del giornalismo americano ma è anche l’emblema dell’uomo e della scrittura di mare. Ammaliato dal richiamo dell’onda, fin dall’infanzia tra la California e le Hawaii ha scolpito la sua vita sul surf, migrando da un oceano all’altro. Nel suo viaggio ha toccato i limiti dell’autodistruzione, ha sfiorato le barriere coralline e i fondali irti di pericoli, ha iniziato a scrivere reportage, a insegnare in quartieri poverissimi e a mettere su famiglia. A Surfing Life è il titolo dell’indimenticabile autobiografia che nel 2016 gli è valsa il Pulitzer, e che un anno dopo ha fatto sì che lo incontrassimo a Mantova, incalzato dalle domande di Carlo Annese.

 

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Incontri sommersi

La breve tappa di chiusura dimora in quella specie di Fossa delle Marianne che è l’Archivio sonoro di Festivaletteratura. Molti eventi dei primi Festival, registrati in musicassetta, non si possono ancora ascoltare da queste parti, ma l’opera di digitalizzazione è tuttora in corso e in continuo aggiornamento. Si racconta di tesori dati per persi o di perle in attesa d’essere riscoperte, come il dialogo del 2001 tra Folco Quilici e Valerio Massimo Manfredi sui mostri del mare e dell’immaginario, e di mille altre meraviglie. Navigare di questi tempi è diventato più semplice (basta un tablet o un pc) ma la curiosità e lo spirito d’avventura restano immutati e ci sono ancora mille mari che vi attendono!

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