11/09/2005 - Il tempo dello sport


IL GIRO PIÙ VELOCE


2005_09_11_206

partenza bus navetta ore 16:15


I motori hanno imposto la velocità come mito dell'età moderna. Niente di strano dunque se le imprese dei campioni dei motori siano state ampiamente celebrate dalla letteratura. Nel racconto di queste gesta eroiche, parte Michele Serra dai tempi epici delle corse, quando le gare si svolgevano ancora sulle strade; per arrivare ai giorni nostri con Michele Lupi - direttore di "Rolling Stones" e autore di "Racers", appassionatosi all'automobilismo ai tempi di Niki Lauda -, e Milo Manara, che sta disegnando una storia di Valentino Rossi a fumetti. Partecipa Massimo Vincenzi di "la Repubblica".


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L'ultimo evento a carattere sportivo di Festivaletteratura ha visto come protagonisti Michele Serra, Michele Lupi, Milo Manara e Massimo Vincenzi. Serra ha dato inizio all'evento leggendo un estratto della vita di Tazio Nuvolari: l'epico pilota, che ha trascorso la sua carriera in un ambiente caratterizzato dalla contraddizione 'campi-velocità', è stato uno dei pochi, tra i suoi colleghi, a chiudere gli occhi nel suo letto. Forse quello che lo ha sempre salvato è stato il suo modo di interpretare le corse, pigiando sempre sull'acceleratore e imboccando le curve in derapage. La morte di Nuvolari (1953) coincide incredibilmente con la nascita della televisione, la grande assente degli eventi sportivi fino a quel momento. La sua mancanza, tuttavia, non ha impedito al mantovano volante di diventare mito. Il dialogo si è poi spostato su una figura contemporanea della velocità: Valentino Rossi. Per il suo ritratto in chiave fumettistica è stato chiamato in causa, per volere dello stesso Valentino, Milo Manara. L'antagonista della storia non sarà però il Gibernau o il Biaggi di turno, ma un giornalista, simbolo dei mass-media, capace di sminuire rapidamente la gloria di un pilota all'indomani di un cattivo risultato in pista. L'evento si conclude con gli interlocutori che si scambiano battute ironiche sul loro passato da spericolati motociclisti e, dietro l'ilarità, si coglie una certa nostalgia per quei momenti a cavallo del motore.

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