08/09/2006 - Un'idea di Dante

L'OU-TOPIA DELL'EROS (Pur. XXVIII)


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Il canto XXVIII del "Purgatorio", quello del favoloso incontro tra la misteriosa «bella donna» e il personaggio Dante, verrà letto come una meditazione sul carattere ou-topico e atemporale, e perciò stesso 'divino', dell'umano eros: possibile, nella sua 'innocenza', solo nel non mondo che è il 'paradiso terrestre'.


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Italiano

Giuliana Carugati ha lasciato incantato il pubblico con una complessa lezione sul carattere ou-topico e atemporale del desiderio umano. La cultura antica ha celebrato la natura divina del desiderio attraverso la figura di Eros, per mezzo del quale Afrodite trasmette l'ordine celeste al mondo. Nel XXVIII canto del "Purgatorio" il racconto dell'incontro tra il pellegrino Dante e la «bella donna» avvenuto nel Paradiso terrestre è un riconoscimento di Eros come rivelazione di Dio e strada di ritorno a Dio. Solo nel sognato nido dell'umanità Eros sarebbe riconosciuto come divino. Il nido è però irraggiungibile, è perso per sempre. Tutti gli uomini e tutte le donne che vivono nel mondo conoscono sì l'Eros e lo riconoscono come divinità, ma lo sperimentano solo in maniera intermittente e parziale, spesso in contrasto con le esigenze della società. L'Eros perfetto ha luogo solo nell'istante dell'oblio, nell'ou-topia, nel non luogo che è il Paradiso terrestre.

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