03/09/2008 - Gli assassinii del Grande Nord


GLI ASSASSINII DEL GRANDE NORD

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Jo Nesbø è scrittore di thriller popolarissimo in Norvegia e non solo. I suoi romanzi - tradotti in trenta lingue - raccontano storie maledettamente complesse, livide di odio e di vendetta, che affondano le loro radici in un passato che tutti vorrebbero dimenticare. A condurre le indagini è il detective Harry Hole, un cacciatore nato, poco amato dai colleghi e con una passione non sempre corrisposta per l'alcol. Intervista l'autore di "La stella del diavolo" il giornalista Paolo Zaccagnini.
 



L'evento 037 ha subito variazioni rispetto a quanto riportato sul programma. Originariamente il suo svolgimento era previsto Giovedì 4 Settembre alle ore 17:15 presso il cortile della biblioteca Baratta.

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«Questa è di gran lunga la sala più spettacolare nella quale mi sia mai capitato di parlare». Parola di Jo Nasbø, ospite al teatro Bibiena per il primo degli appuntamenti del ciclo "Gli assassinii del grande nord", presentato quest'anno al pubblico di Festivaletteratura. Tocca al norvegese, è il caso di dirlo, rompere il ghiaccio. Ma chi sono, e come sono, questi giallisti che scrivono così tanto, che vendono così tanto? È grande la curiosità intorno a questi autori, vero fenomeno letterario esploso anche in Italia dopo aver riempito gli scaffali di mezzo mondo. E come è nato Harry Hole, il poliziotto protagonista della serie che ha stregato i lettori? Come tante volte nella storia dell'editoria, un po' per caso. Nasbø, analista finanziario («Ma io lavoravo da broker, non ero un broker: in fondo era un modo poco faticoso per fare soldi») e musicista rock, non ha pianificato il suo successo, e tanto meno aveva pensato di diventare scrittore seriale. Anche se lo sbirro Hole esiste davvero. Si chiama Harry, come un calciatore norvegese (Nasbø ha interrotto una brillante carriera professsionistica per un infortunio al ginocchio). E il cognome lo deve al vecchio poliziotto del paese della nonna di Nasbø, terrore dei ragazzini che lo usavano come spauracchio: «Non tornare tardi, o verrà Hole a prenderti!». Un personaggio cinematografico, Harry, alcolista all'ultimo stadio e detective abilissimo. Ma non lo vedremo sul grande schermo, promette Nasbø, almeno per ora: «Certo, se si presentassero Coppola o Spielberg potrei ripensarci». Tanto cinema, tanti libri e tanta musica, alle spalle di Jo Nasbø che, stuzzicato dal giornalista Paolo Zaccagnini, ha individuato le sue influenze nei film statunitensi anni '70, tra gli scrittori della beat generation e i classici norvegesi. Debitore della cultura popolare, per sua ammissione. Scrittore formato con la lettura e l'ascolto, perché «nessuno crea niente e siamo sempre sulle spalle di chi ha scritto prima di noi». Le spalle curve di Hole, intanto, continuano a trascinarsi stanche tra bar e stazioni di polizia, in attesa che il suo creatore scelga per lui quando andarsene. Saranno felici i suoi lettori, attaccati a lui più di quanto lui stesso alla bottiglia.

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