05/09/2008 - Gli assassinii del Grande Nord

GLI ASSASSINII DEL GRANDE NORD

2008_09_05_106

Håkan Nesser è uno dei principali esponenti del giallo svedese. Paragonato da molti critici al Maigret di Simenon, Van Verteen - il protagonista dei suoi romanzi - è un poliziotto intuitivo, solitario, profondamente umano, spesso incline alla riflessione filosofica. Negli ultimi romanzi Nesser ha abbandonato questo personaggio ma non il suo genere prediletto: nuovo protagonista del giallo "L'uomo senza cane" è l'ispettore italo-svedese Gunnar Barbarotti. Lo incontra Massimo Cirri.


L'evento 106 ha subito variazioni rispetto a quanto riportato sul programma. Originariamente il suo svolgimento era previsto a Palazzo d'Arco.

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Svedese

«In America, quando vedono uno svedese, lo paragonano subito a Ingmar Bergman: cupo, depresso, tendenzialmente portato al suicidio». Nakan Nesser scherza, ma un po' gli crediamo. In fondo, uno scrittore di gialli svedese, alto, con quella parlata così dura, dallo sguardo severo e praticamente imperturbabile, te lo aspetti un po' così. Hanno fatto scintille invece, Nesser e Massimo Cirri. Spostato all'ultimo minuto per scongiurare il pericolo pioggia, l'evento si è tenuto regolarmente grazie all'ottimo lavoro dei volontari in servizio a Palazzo d'Arco. E grazie alla brillante conduzione di Cirri, l'incontro si è svolto in un'atmosfera divertente e piacevole, in pieno spirito Festivaletteratura. Nesser, un tantino reticente sulla sua scrittura e sulle sue ispirazioni (ma fa parte del personaggio), ha parlato di sé come scrittore di «suspence strisciante». I suoi gialli - la fortunata serie dell'ispettore Van Veerten e quella neo tradotta in italiano («Sarà una serie di cinque romanzi», ha promesso Nesser) dell'ispettore italo-svedese Barbarotti - faticano a stare stretti nell'etichetta di genere. Nesser non ama l'azione e i cliches («quando vedo un inseguimento d'auto in un film, mi alzo e vado a farmi un caffè»), è uno scrittore originale e profondo nella sua analisi dei personaggi. Orginale è anche il contributo di Nesser sul dibattito aperto con il boom editoriale del poliziesco scandinavo: «Quando ho cominciato eravamo solo io e Mankell in Svezia. Ma la Svezia è un Paese piccolo. Poi non so per quale motivo i tedeschi, che sono 90 milioni, si sono innamorati di noi. A quel punto tanti scrittori e editori hanno capito che conveniva scrivere gialli!».

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