11/09/2011 - Blurandevù

BLURANDEVÙ. Volontari, all'intervista!

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I Baustelle sono la gioia dei loro fan e della critica. Capaci di conciliare nelle loro canzoni fascino intellettuale ed emotività, sperimentazione musicale e facili melodie, sono stati definiti in tanti modi: dandy, retrò, neo-esistenzialisti. Carichi di riconoscimenti e di successi, sono arrivati l'anno scorso a celebrare il loro decennale. Francesco Bianconi è il leader del gruppo, che quest'anno ha deciso - dopo alcuni anni di incubazione - di esordire nella narrativa con Il regno animale: un libro in cui c'è molto di autobiografico, molto dell'immaginario delle sue canzoni, perfino l'autore stesso come personaggio secondario. Scrivere musica, scrivere un romanzo, scrivere di sé, scrivere di questo mondo: i ragazzi di blurandevù chiedono e Bianconi risponde.

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Nonostante il caldo sotto al tendone, Francesco Bianconi non rinuncia alla giacca ma la toglie subito dopo l'entrata. «L'ho messa solo per far scena», sorride. Ultimo ospite della rassegna "Blurandevù", il leader della band Baustelle, chiude domenica pomeriggio le interviste in Piazza Virgiliana. «Sino dalla scuola media volevo diventare uno scrittore», ci confida Bianconi. «Scrivere il mio primo romanzo, "Il regno animale", è stato un sogno. Mentre la musica, come la poesia, necessita di un linguaggio sintetico, la prosa è invece la costruzione di una architettura del tutto libera». L'intervista prende piede con dei recital dei ragazzi di Blurandevù, che sottolineano i temi narrati nel romanzo, peraltro ben presenti nei testi dei Baustelle. Uno di questi è la figura della Gigantessa, emarginata dalla società come altre 'scorie' presenti nelle canzoni di Bianconi. Il tema è un buono spunto per riflettere sulla realtà dei Baustelle, nati come band 'diversa' rispetto ad altre realtà italiane. «Nel tempo ho capito che bisogna essere se stessi, soprattutto oggi», dice Bianconi. «Essere trasgressivi è diventato difficile, quasi presuntuoso». Un altro tema affrontato è stato quello della droga: «È servita in passato per lenire il proprio dolore esistenziale. Oggi se ne fa un uso molto più a vanvera». Poi Bianconi partecipa ai simpatici quiz del Blurandevù. Interessante è stato il test che ha misuranto quanto lui sia pessimista e ottimista. Il risultato? Abbastanza ottimista, al contrario di come appare nella sua letteratura. «In realtà, credo che il mio pessimismo sia un'allegoria», sostiene il musicista. «Cerco il bicchiere mezzo vuoto per tenere alto il livello della nostra sveglia sociale». L'intervista si chiude con una interessante domanda sul tema della rivoluzione, alla quale Bianconi, interessato e serio, risponde: «Non sono uno che grida alla rivoluzione, la vera rivoluzione non fa più parte del nostro tempo. Piuttosto vorrei che giovani prendessero coscienza, che avessero il coraggio di indignarsi, iniziando a usare internet in maniera costruttiva, prendendo esempio dal Festivaletteratura».

Francesco Bianconi,leader dei Baustelle, compositore e oggi anche romanziere è soddisfatto di questo nuovo capitolo della sua carriera artistica, racconta di come da piccolo sognasse di fare il giornalista e non certamente il frontman di una band famosa.
Bianconi è oggi un artista maturo e riconosciuto nel mondo dello showbiz ma sempre con la scintilla accesa e la voglia di sperimentare e raccontare le tematiche a lui care: i problemi sociali e le difficoltà dei giovani, soprattutto dei creativi, «perché si sa nessuno li vede di buon occhio».
Fondamentale per l'artista è l'esaltazione degli emarginati, un prodotto di scarto della società, perché non sono omologati e per nulla conformi ai canoni sociali e conseguentemente drammaticamente veri.
Fortemente critico verso certa rassegnazione giovanile, propone un uso più consapevole e intelligente dei nuovi media, consiglia di dubitare molto, di essere curiosi e di cercare sempre nel bicchiere mezzo vuoto un modo per riempirlo poiché non basta un vestito o un etichetta per fare una rivoluzione.

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