07/09/2012 - Gli incontri delle biblioteche circolanti

PER UNA NUOVA BIBLIOTECA DI BASE. 1

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Le biblioteche popolari d'inizio secolo si ponevano il problema di quali libri mettere a disposizione di contadini e operai. Il 'catalogo modello', inserito nel Manuale per le biblioteche popolari di Ettore Fabietti del 1908, affianca ai classici della letteratura i manuali tecnici e agricoli come i libri per ragazzi, secondo un'idea di formazione che coniugasse i saperi pratici con la crescita spirituale e civile di ciascun individuo. Ma quali sono i libri che oggi potremmo inserire in una biblioteca di base? Quali le letture che ci permettono di interpretare la contemporaneità e di diventare attivamente cittadini del nostro tempo? Festivaletteratura ha chiesto a quattro intellettuali di diversa formazione di preparare un catalogo per una nuova biblioteca circolante, disponibile nei giorni del Festival sui bibliobus che girano per la città. Guido Vitiello, bibliofilo e giornalista, chiederà ai quattro 'bibliotecari' di spiegare le ragioni che hanno ispirato le loro scelte.
 I 'bibliotecari' di oggi sono lo psicoanalista Massimo Recalcati e Marco Romanelli, architetto e designer.

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Quest'anno, con le "Biblioteche Circolanti", il Festivaletteratura ha proposto un nuovo modo di guardare alla cultura, ovvero quello della sua diffusione tra il maggior numero di persone. Se alle Sale del Capitano è stata ricostruita un'ideale biblioteca circolante di inizio '900 (quelle che portavano libri a chi non li vedeva mai), due bibliobus girano per la città carichi dei libri che quattro "intellettuali" hanno giudicato necessari all'educazione della gente di oggi. A Palazzo dell'agricoltura lo psicoanalista Massimo Recalcati e l'architetto e designer Marco Romanelli, due dei quattro chiamati a stilare queste liste di libri, hanno spiegato i criteri che hanno seguito per scegliere i libri. Non a caso l'evento, moderato da Guido Vitiello, s'intitola "Per una nuova biblioteca di base". Difficile immaginare due formae mentis tanto diverse come quella dello psicoanalista e dell'architetto (uno nel profondo dell'inconscio, l'altro sulla superficie delle forme), e infatti diversi sono stati i criteri da loro seguiti così come, prima di tutto, la loro storia famigliare. Di famiglia contadina Recalcati, di famiglia più ricca Romanelli, il loro rapporto con i libri ha risentito di tali origini: per il primo il libro è stato evasione da un mondo chiuso, per il secondo uno strumento per perfezionare il suo stile architettonico. Su una cosa si sono trovati d'accordo: l'importanza fondamentale di alcuni libri, messi appunto nella lista, per la loro esperienza lavorativa e soprattutto umana. Per Recalcati hanno avuto grande peso Rigoni Stern, Sartre, Freud: li considera libri-svolta, capaci di svegliare dal torpore della rassicurante realtà dove ci autoconfiniamo. Per Romanelli i libri importanti sono stati quelli che l'hanno fatto crescere umanamente, mostrandogli soluzioni a problemi che stava vivendo: cita Salgari ma anche Eco (fondamentale "Opera aperta" per definire il suo stile architettonico). Vitiello incalza poi i due riguardo al tema del padre e del figlio, una delle linee guida da loro seguite per stilare la lista: Recalcati ha prediletto una linea intermedia tra la sottomissione e l'uccisione (psicoanalitica) del padre, Romanelli invece ha sottolineato come essere padre coesista in lui con il ricordo dell'essere stato figlio. 

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