09/09/2012 - I luoghi del cuore

IL QUARTIERE SANITÀ DI NAPOLI

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«Si direbbe che nessuna pittura sia in grado di riprodurre un così ricco paesaggio». Così scriveva Montaigne nel 1581 in viaggio per l'Appennino marchigiano. E, come Montaigne, Chateaubriand, Goethe, Cechov e numerosi altri scrittori hanno lasciato spazio nelle loro pagine alla contagiosa meraviglia del territorio italiano, in cui natura e arte si confondono in modo sorprendente. Oggi che molte delle mete raccontate in quei diari di viaggio d'eccezione rischiano di essere oggetto di degrado, è ancora agli scrittori che Festivaletteratura chiede di rinnovare la memoria di piazze, borghi e palazzi del nostro paese a cui sentono di appartenere. Ogni giorno, in uno spazio storico di Mantova poco conosciuto, un ospite del Festival descriverà il proprio luogo del cuore dialogando con il critico letterario Silvio Perrella.

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Italiano

Nell'ultimo incontro promosso dal FAI, lo scrittore Silvio Perrella interroga se stesso sul suo luogo del cuore.
 Ci parla di Napoli, che definisce una città potente, ma senza potere, in quanto non è in grado di sfruttare le proprie potenzialità. 
Rappresenta una realtà urbana, architettonica e umana non ben definita; secondo Perrella Napoli è un eterno adolescente che non riuscirà mai a diventare adulto. È una città che presenta «un alto e un basso», il mare e il Vomero, completamente distinti per tipologia di vita, per architettura, per differenza di luce. Al di sotto poi c'è tutto un altro mondo da scoprire, fatto di catacombe, ipogei, camminamenti.
 È necessario girare la città a piedi, per perdersi nei suoi vicoli e per parlare con le persone, sempre pronte a raccontare storie. 
Lo scrittore si sofferma in particolare sul quartiere Sanità, edificato in una valle ai piedi della collina di Capodimonte e fuori dal centro storico. Sovrastato da un ponte, che collega due importanti strade di Napoli, il quartiere ha dato i natali a Totò. Diverse sono le attrattive da visitare: chiese e basiliche, tra cui quella di Santa Maria della Sanità, detta "o' Munacone", con la bella cupola rivestita di maioliche, il campanile, l'altare posizionato in alto. Il chiostro contiguo oggi è sede di un B&B. 
Troviamo antichi palazzi nobiliari, come il Palazzo spagnolo, caratterizzato da un imponente scalone d'ingresso, aperto ai lati, che incorniciava i giardini che stavano dietro.
Uno dei luoghi più affascinanti è il 'Cimitero delle Fontanelle', che sorge in uno spazio dove la città digrada nella campagna. Presenta grandissime volte tufacee e teschi sono disseminati dappertutto; tra questi, un cranio più bianco degli altri si dice dia la fertilità alle donne che lo accarezzano. In questo posto si avverte una forte connessione tra la vita e la morte. 
Il Quartiere Sanità purtroppo rappresenta anche una delle aree più degradate della città ed è teatro di scontri tra famiglie criminali.
Gli abitanti del quartiere non sono consapevoli della bellezza e della ricchezza del posto in cui vivono. Perrella ritiene che il rione sia separato da Napoli, come quest'ultima è separata dall'Italia.
 Dovrebbe esserci una maggiore consapevolezza rispetto alla complessa realtà di questa città. L'impressione è che Napoli sia incarcerata in un racconto coloniale. È possibile prendersi cura di un luogo? Ovviamente ci vuole un'altra educazione e il ripristino di un equilibrio, ora assente.

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