06/09/2013 - Tracce

IL LATO COMICO DI VIRGiNIA WOOLF

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Esiste una Virginia Woolf leggera, spiritosa, addirittura frivola, tanto da pensare - e scrivere - una commediola da recitare in famiglia? Pare proprio di sì, a leggere "Freshwater".

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Una commedia di Virginia Woolf: queste parole potrebbero sembrare un ossimoro a chi della scrittrice inglese conosce solo la vita travagliata e la fama di autrice d'opere 'serie' come "Al faro". E invece no, anche lei aveva un suo 'lato comico' che, se si rivela in episodi poco noti della sua biografia (come quando, insieme a un gruppo d'amici, si travestì da dignitario abissino e riuscì a farsi accogliere con tutti gli onori su una nave da guerra britannica), percorre anche la sua produzione letteraria: ce lo racconta Chiara Valerio nel corso di un dialogo con Luca Scarlini. 
Chiara Valerio ha da poco tradotto "Freshwater", unica commedia scritta dalla Woolf; e nel 2012 aveva già curato la pubblicazione d'un'altra opera 'comica' dell'autrice inglese: "Flush", che parodia il genere della biografia narrando… la vita del cane della poetessa Elizabeth Barrett Browning! «La Woolf parlava di "Freshwater" e di "Flush" in modo al contempo incantato e scocciato: si divertiva a scriverli, ma sentiva che rubavano tempo alle sue opere 'serie'. Da questo rapporto controverso sorge una grande leggerezza».
In "Freshwater" l'autrice mette in scena con toni scanzonati la propria eccentrica prozia, la fotografa Julia Margaret Cameron, e la cerchia d'artisti che la circonda (tutti figure di primo piano dell'età vittoriana). Nel corso della commedia, basata su fatti reali, i personaggi vengono messi in ridicolo e viene presa di mira la loro passione, sintomatica dell'epoca, per un'arte che si basi sul principio «bellezza è verità, verità è bellezza».
«"Freshwater" è un gioco tra intellettuali in cui la Woolf sfotte i propri parenti e, con loro, le imposizioni della cultura che l'ha preceduta», ci spiega Chiara Valerio; ed infatti è noto che questa scrittrice lottò tutta la vita contro l'ideologia vittoriana, caratterizzata da rigide convenzioni opprimenti per le donne. In questa ribellione fu affiancata da un gruppo di amici, noto come Bloomsbury Group, che rivoluzionò la società inglese del primo Novecento aprendo nuovi orizzonti.
Ma a fianco dello sberleffo verso la cerchia della prozia, "Freshwater" rivela anche la fascinazione della Woolf per questo bizzarro clan, che in effetti aveva molti punti in comune col Bloomsbury Group (si trattava sempre d'un circolo d'intellettuali e artisti che condividevano un'ideologia e vivevano a stretto contatto). 
Per evidenziare al meglio il rapporto della Woolf con il mondo della Cameron, Chiara Valerio ha scelto di affiancare alla nuova traduzione di "Freshwater" anche tre testi composti dalla scrittrice in altre occasioni e sempre dedicati alla cerchia della prozia: «Mi piace l'idea di creare una sorta di libro pop-up da cui emergano diverse figure». E da questo incrociarsi di scritti si profila tutto il rapporto, vitale e conflittuale, fertile e sofferto, di Virginia Woolf con il mondo vittoriano, che aveva minacciato di soffocarla e dal quale, con i suoi amici, si era impegnata a fuggire.

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