07/09/2013 - Le pagine della cultura

LE PAGINE DELLA CULTURA

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Che cosa ne sarà domani delle pagine culturali, quando molti giornali saranno probabilmente scomparsi e altri si saranno definitivamente trasferiti sulla rete, entrando in concorrenza con nuovi spazi - meno controllati e più partecipati - di critica, promozione, confronto, proposta? Festivaletteratura inizia le sue giornate proprio da Le Pagine della Cultura, cercando di capire - con l'aiuto di alcuni degli ospiti internazionali presenti a Mantova - quali sono le riflessioni, i libri, gli eventi artistici che stanno catalizzando l'attenzione dell'opinione pubblica nelle diverse aree del pianeta e soprattutto come sta cambiando il modo di raccontare la cultura, stanti le trasformazioni in atto nel mondo dell'informazione.

L'evento "Le pagine della cultura" ha subito variazioni rispetto a quanto riportato sul programma.

Originariamente era prevista la presenza di Piero Zardo, sostituito in seguito da Alberto Notarbartolo.

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Beat, pop, mod, punk, in una parola sola: controcultura. Ormai per noi sono termini familiari, fanno parte del nostro substrato culturale e continuano ad influenzarci e ispirarci. Proprio dalla nascita e il diramarsi di queste correnti prende sostanza un grande personaggio come Barry Miles: è stato libraio (basti pensare che fu proprio nella sua libreria che John Lennon conobbe Yoko Ono); ad oggi è scrittore e giornalista affermato in ogni ambito dell'arte, da quella figurativa alla musica e letteratura. Amico di Lawrence Ferlinghetti, i due furono fondamentali per la diffusione degli autori della beat generation, grazie alla casa editrice City Lights che aprirono insieme. Il suo contributo alla cultura tra gli States e Londra non si ferma alla musica, Miles infatti è uno dei padrini della Pop Art. Da quest'ultima inizia la chiacchierata di stamattina in compagnia di Barry Miles, con il quale abbiamo attraversato il tema dell'evoluzione culturale in ambito artistico musicale e letterario, in quest'epoca sempre più digitalizzata. Il modello che ci presenta è l'artista inglese David Hockney per la capacità che ha avuto di sviluppare e accrescere la sua arte con l'avanzare delle innovazioni tecnologiche: dalle istantanee della polaroid usate per i collage, all'impiego di iPad e delle telecamere ad alta risoluzione per riuscire a rende in modo suggestivo, attraverso un filmato, il cambiamento delle stagioni in campagna. Per Miles in tutto questo non c'è nulla di strano o indegno per l'arte, dopo tutto da sempre nelle arti figurative sono state utilizzate innovazioni: forse non furono molti pittori del rinascimento ad iniziare ad utilizzare la camera lucida per una miglior resa delle proporzioni? Anche in musica lo sviluppo di nuovi mezzi ha stravolto il modo di produrre e il rapporto tra musicista e ascoltatore. Il valore dell'album come 'pezzo d'arte', in cui ogni traccia è scelta per creare una sequenza coerente, non esiste più da quando la maggior parte dei brani vengono singolarmente scaricati da internet. Anche l'idea di musica come performance dal vivo si sta riducendo d'importanza, incalzata da una musica sintetica, creata in studio. L'insieme di questi dati, tuttavia, secondo Miles, non vanno ad incidere su quello che è il più profondo significato della musica: l'emozione e la reazione che riesce a suscitare a chi l'ascolta. A chiudere questo percorso nell'arte è la figura di Salinger, date le recenti notizie della pubblicazione di alcuni suoi scritti inediti. Argomento che provoca reazioni differenti proprio per l'autore di cui si parla: l'uomo che ha evitato con tutto se stesso, per una vita intera, ogni spinta al successo, e che si è guadagnato quest'ultimo solo grazie alla potenza della sua scrittura e delle sue storie. Per questo motivo Miles conclude domandandosi quanto questi libri verranno effettivamente comprati per il contenuto o quanto questa pubblicazione rientrerà nel culto della celebrità che Salinger ha sempre cercato di evitare.

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