06/09/2014 - Consapevolezza verde

L'AGRICOLTURA DAL VOLTO UMANO

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«Il dibattito sulla sicurezza alimentare e nutrizionale deve prendere le distanze da costose formule magiche e propendere verso soluzioni più economiche, realistiche e testate, che uniscano le conoscenze degli agricoltori con le innovazioni sostenibili e i consumatori con i produttori». Attivo da decenni nella lotta biologica ai parassiti delle piante e pioniere dell'agricoltura sostenibile, l'agronomo ed entomologo svizzero Hans Rudolf Herren e la responsabile delle relazioni istituzionali per Slow Food Laura Ciacci si incontrano nell'anno internazionale dell'agricoltura familiare, una ricorrenza promossa dalla FAO al fine di mettere in luce i vantaggi di un modello di sviluppo radicato nelle comunità rurali.

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Agricoltura sostenibile, agricoltura familiare, sicurezza alimentare e sovranità alimentare. Sono questi i temi trattati da Hans Rudolf Herren, agronomo ed entomologo di fama mondiale. Nell'anno internazionale dell'agricoltura familiare, promosso dalla FAO, il biologo svizzero rilancia l'importanza delle piccole aziende: «contadini e agricoltori nelle loro fattorie producono alimenti buoni e di qualità. Sono circa 500 milioni in tutto il mondo le aziende a conduzione familiare, in ognuna di loro lavorano in media cinque persone: sono oltre due miliardi di persone, possiamo ignorare tutto ciò? [...] Nonostante nel mondo venga prodotto ogni giorno il doppio del cibo necessario, molte persone non ne hanno ancora accesso, soprattutto nei paesi in via di sviluppo». Le soluzioni esistono, sostiene Herren, ma sono di difficile realizzazione: «è possibile oggi raddoppiare, addirittura triplicare la produzione del cibo in Africa, i mezzi ci sono ma le multinazionali ostacolano questi progetti». Un problema molto importante quello della sovranità alimentare: «ogni paese ha il diritto di produrre il proprio cibo. Invece c'è chi lucra su tutto questo, facendo in modo che si coltivino solo pochi tipi di piante, quelle di cui le lobby del cibo possiedono il brevetto dei semi; fin quando permetteremo agli altri di scegliere cosa vogliamo mangiare?». Le possibilità ci sono, questo il messaggio di fondo, dobbiamo solo imporci, come esseri umani e come consumatori, ed avere la volontà di cambiare la situazione. 

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