04/09/2002 - Note di Notte

Note di Notte

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Paolo Beltramini: clarinetto; Patrizia Zappa Mulas: voce recitante



Se il vero Mozart sia quello delle lettere scritte per gioco alla cuginetta o a Costanza, oppure quello delle lettere scritte 'al maschile' al padre o ad altri destinatari 'paterni' è una questione vana e comunque irresolubile. La compresenza di atteggiamenti così diversi nei frammenti dell'epistolario può suscitare perplessità, se non addirittura irritazione. Ma il superamento dell'ambiguità, come è ovvio per un musicista, avviene nella musica che egli ha composto: per sé prima che per chiunque altro. La serata prevede la lettura di passi dell'epistolario e l'esecuzione della prima sinfonia (k. 16) e dell'ultimo concerto (k. 622) di W. A. Mozart.


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Italiano

Secondo Hegel, «la Musica deve elevarsi al di sopra di se stessa» e l'ascolto della musica di W. A. Mozart ci conferma sempre questa asserzione filosofica. Se poi leggiamo alcuni passi tratti dall'epistolario del medesimo compositore, ci formiamo l'idea di uno spirito che sa ridere con ironia, che sa inventare divertentissimi giochi di parole ed irresistibili motti di spirito, come quando nel finale di una lettera inviata alla 'cuginetta coniglietta' si esprime con queste parole: «Se la mia merda dovesse terminare, Lei non avrebbe più nulla di che banchettare», riferendosi scherzosamente al contenuto frivolo della propria corrispondenza; ma è ben noto che Amadé soffrisse di coprolalia. Vengono poi i momenti difficili, i burrascosi rapporti coll'arcivescovo von Colloredo ed i litigi col padre e, di riflesso, la scrittura di Mozart diventa dura, inasprita, i toni si fanno offesi o dolenti, e si percepisce un grande desiderio di libertà. Libertà che ritroviamo nella sua musica, capace di esprimere come nessun'altra la felicità di spaziare nell'universo sonoro, di volare sulle ali della fantasia.

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