04/09/2003 - In Limine. Quando la poesia si contamina

IL DIALETTO LINGUA DELLA POESIA

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Poetessa di Sirmione, vincitrice con "L'oter" del Premio Viareggio, Franca Grisoni ha sempre utilizzato il dialetto per la propria produzione in versi. Operata questa scelta, il problema che si pone oggi agli autori è quello dell'auto-traduzione, in un contesto culturale in cui il dialetto da lingua madre sta diventando lingua a rischio di estinzione. Introduce Elia Malagò.


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Italiano

Per Elia Malagò, che la introduce, Franca Grisoni, spezzando endecasillabi perfetti su due versi, va oltre "A se stesso" di Giacomo Leopardi, creando un moto quasi tellurico che genera la poesia del corpo grazie al sapiente uso del dialetto, offrendoci una lettura complessa, originale, straordinaria. Letteratura al femminile? Franca Grisoni risponde che si può comprendere chi scrive dalle scelte linguistiche adottate: «due sono la coppia che non intende razza, ma separazione. Solo il paio può spaiarsi, sia esso una scarpa o un occhio o un amante, e rimanere senza eguali. Ho iniziato a scrivere poesie scrivendo versi d'amore per una persona che non sapeva il mio dialetto. Così ho iniziato a tradurre. La lingua dell'altro è sempre una lingua straniera ed anche in una coppia amorosa la parola amore non ha lo stesso significato per l'una e per l'altro. Non è solo la lingua che parla, anche il corpo ed il luogo parlano. Di solito altri poeti traducono i poeti: questo significa che essi rifanno la versione ritmica. Io preferisco tradurmi optando per la traduzione letterale».

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