08/09/2006 - Un'idea di Dante


I SOGNI DEL PURGATORIO


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Nel corso dell'ascesa del Purgatorio, Dante si addormenta e sogna tre volte: un'aquila dalle penne d'oro che lo rapisce (IX, 19-33), una 'femmina balba' che lo incanta (XIX, 7-33), Lia e Rachele, tradizionali simboli della vita attiva e della vita contemplativa (XXVII, 94-108). Una lettura del materiale onirico della Commedia. 


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Italiano

Il settimo incontro del ciclo "Un'Idea di Dante" si è svolto in una fresca serata, la prima, forse, dopo giorni di afa. Ospite di Palazzo d'Arco, Jaqueline Risset: protagonista della «folle opera» (come lei stessa l'ha definita) di tradurre la "Divina Commedia" in francese. L'incontro si è aperto con la narrazione di un racconto di Yves Bonnefoy, Un sogno fatto a Mantova, con il quale, attraverso un'analogia, la poetessa fa omaggio alla città affermando che grazie al Festival diventa «luogo dell'immortalità». Filo conduttore dell'evento i sogni all'interno del Purgatorio; da qui si arriva poi a richiamare i sogni presenti nella "Vita Nova", l'ultimo dei quali invita Dante a scrivere la "Divina Commedia". Non è mancato il richiamo a Virgilio, a Freud, e addirittura Proust e Benjamin. La serata trascorre piacevolmente, il pubblico si dimostra partecipe con domande che spaziano da questioni sul delirio onirico ad altre inerenti linguistica e teorie della traduzione. Jacqueline Risset, invitata a parlare della sua esperienza come poetessa, racconta in seguito come l'esperienza di un rapporto così ravvicinato con Dante sia riuscito a cambiare anche il suo modo di comporre versi e il suo ritmo poetico. L'incontro con Dante non lascia mai indifferenti; anche questa sera, sicuramente ci ha fatto un po' sognare...

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