07/09/2007 - L'infanzia di Saturno

L'INFANZIA DI SATURNO
. Tre itinerari poetico-musicali


2007_09_07_106

II. Frammento serio e giocoso un progetto di Cristina Barbuti, Carlo Fabiano, Sandro Lombardi, Alexander Lonquich

 

Storie di bambini cresciuti sotto l'influsso del pianeta severo. L'infanzia non dorata raccontata in tre programmi di letture e musiche di autori e compositori dell'Ottocento e del Novecento. 

letture da Alberto Arbasino, Thomas Bernhard, Truman Capote, Giorgio Colli, Giovanni Comisso, Charles Dickens, Tony Duvert, Carlo Emilio Gadda, Franz Kafka, Constantinos Kavafis, Giacomo Leopardi, Sandro Lombardi, Mario Luzi, Marisa Madieri, Alessandro Manzoni, Elsa Morante, Nico Naldini, Elio Pagliarani, Aldo Palazzeschi, Giovanni Pascoli, Pier Paolo Pasolini, Sandro Penna, Marcel Proust, Arthur Rimbaud, Rossana Rossanda, Umberto Saba, Alena Synková, Giuseppe Ungaretti, Sergio Tofano, Tomaso filosofo israelita e Patrizia Valduga. 

Musiche di Georges Bizet, Gyorgy Kurtág, Maurice Ravel, Robert Schumann, Igor Strawinsky. 

Voce recitante: Sandro Lombardi. Pianoforte: Cristina Barbuti, Alexander Lonquich.

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Italiano

Qualche sedia, un pianoforte e un leggio. Seduti al piano un uomo e una donna, Alexander Lonquich e Cristina Barbuti, si agitano come in preda a una visione, reinterpretando le note di Schumann, Bizet, Bartok, Strawinsky. Al leggio Sandro Lombardi, che evoca scene d'infanzia fra il serio e il faceto, frammenti di vita, ricordi, porte mai chiuse sull'infanzia ormai lontana, sentimenti inconfessabili, ingenui, ma allo stesso tempo terribilmente adulti. Il secondo itinerario poetico-musicale del ciclo "L'infanzia di Saturno" è trascorso veloce, al Teatro Bibiena, facendo rivivere le parole di Pasolini, Pascoli, Proust, Saba, Dickens e tanti altri che hanno scavato nei recessi dell'infanzia e hanno saputo esprimere così bene stati d'animo e sensazioni ai quali non avremmo saputo dare un nome. Così il pubblico ha potuto fare un salto all'indietro nella propria storia personale e, non desiderando abbandonare tanto presto le poltroncine del teatro, ha voluto il bis. Perché, in fondo, "L'infanzia di Saturno" è l'infanzia di tutti, e si sa, sentimenti così intensi non si potranno provare mai più, forse proprio a causa della novità che li caratterizza e della curiosità con la quale ci si pone di fronte ad essi.

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