10/09/2011 - Le pagine della cultura

LE PAGINE DELLA CULTURA

2011_09_10_PC0900

lettura dei giornali a cura di Rachel Donadio
coordinamento di Alberto Notarbartolo e Piero Zardo

In un momento di profondo rivolgimento nelle modalità di trasmissione della cultura e di creazione delle opere d'arte e dell'ingegno, gli inserti culturali dei giornali sono impegnati nel difficile compito di offrire un'informazione culturale adeguata tra l'esigenza di una maggiore partecipazione da parte dei lettori, la rivoluzione del web e la progressiva trasformazione della produzione letteraria. A "Le pagine della cultura" - ormai tradizionale apertura del mattino organizzata in collaborazione con
"Internazionale" - alcuni degli ospiti presenti al Festival commentano una selezione degli articoli tratti dagli inserti-cultura e dalle terze pagine dei giornali di tutto il mondo.
Per tutta la durata del festival, presso la tenda di piazza Leon Battista Alberti, sarà aperto al pubblico un angolo di "Pagine della Cultura" presso il quale sarà possibile consultare le versioni cartacee e on-line delle principali testate internazionali.

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Italiano

Con Rachel Donadio, "New York Times", e Piero Zardo, "L'Internazionale", anche questa mattina si è tenuto un incontro del ciclo "Le Pagine della Cultura", tradizionale rassegna stampa dedicata all'analisi degli articoli più interessanti di alcuni dei quotidiani e delle riviste di tutto il mondo.
In preparazione all'anniversario dell'11 settembre, oggi in Piazza Alberti è stato commentato un interessante articolo incentrato su come, a partire dall'attentato alle Torri Gemelle, sia cambiata in questo decennio la sensibilità culturale. Di come sia stato un avvenimento talmente imponente da far sì che, volontariamente o meno, la figura stessa dell''eroe', in letteratura come nei film, abbia preso connotazioni diverse, si sia fatta più cupa e solitaria.
Altri argomenti della rassegna quotidiana, gremita da un pubblico curioso e attento, sono stati il futuro digitale dei libri, sottolinenando le differenze tra Italia e Stati Uniti (dove i tablet sono molto più sviluppati) e l'arrivo nella sale francesi di "Habemus Papam", ultimo film di Nanni Moretti. L'incontro si è chiuso così, con la curiosità di sapere un Moretti molto più disponibile a rilasciare interviste nelle terre d'Oltralpe che nei salotti televisivi italiani. Del resto, come non capirlo.

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