10/09/2011 - Le pagine della cultura

LE PAGINE DELLA CULTURA. Lezione-laboratorio

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Quest'anno "Pagine della Cultura" offre un appuntamento supplementare. Al commento del mattino degli articoli di approfondimento culturale su giornali riviste, il festival affianca un incontro più laboratoriale, per comprendere come si arriva a costruire una pagina della cultura nella selezione dei contenuti e insieme nella definizione dell'impaginazione. Pensata soprattutto per i giovani che vogliono impegnarsi nella comunicazione culturale, questa lezione-laboratorio avrà come docenti Stefano Salis, della redazione culturale de "Il Sole 24 Ore", e Gianluigi Colin, art director e responsabile dell'immagine del "Corriere della Sera".

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Per la serie di appuntamenti di "Pagine della cultura", questa volta in piazza Leon Battista Alberti assistiamo a qualcosa di diverso: non, come ormai è diventata tradizione di tutte le mattine del Festival, una lettura e commento degli inserti culturali dei diversi giornali, quindi una fruizione del prodotto finito, bensì una lezione sull'origine, su come nasce e come viene costruito questo stesso prodotto.
A svelarci questi segreti sono Stefano Salis e Gianluigi Colin. Il primo, della redazione culturale de "Il Sole 24 Ore", descrive i cambiamenti che sono avvenuti in questa sezione del giornale, dalla nascita nel 1901 alla successiva fusione (e confusione, a volte) tra la pagina della cultura e quella dello spettacolo, e la sua funzione di alzare il livello intellettuale del giornale, che invece è stata mantenuta nel tempo. Colin, invece, art director e responsabile dell'immagine del "Corriere della Sera", parla di un aspetto forse meno considerato, ma non meno importante: l'impostazione grafica, fondamentale per comunicare in modo più incisivo, soprattutto dopo l'avvento del colore anche nei quotidiani, che ha completamente modificato la funzione delle immagini e la struttura dell'impaginazione.
Attraverso immagini e confronti tra le pagine culturali dei diversi paesi, Salis e Colin riescono ad essere sintetici ed esaurienti, aiutando i lettori di giornali ad essere più consapevoli di ciò che, forse, prima davano per scontato.

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