05/09/2013 - Consapevolezza verde

ULTIMA CHIAMATA. 2050: futuri possibili

2013_09_05_028

di Enrico Cerasuolo, Italia/Norvegia, 2013, 90'

Quarant'anni fa, la pubblicazione di "The Limits to Growth" sconvolse il mondo. Il libro, basato sul report di un team di scienziati del MIT tra cui Jørgen Randers, era portatore di un messaggio che oggi è più attuale che mai: il pianeta Terra è un sistema finito e la crescita economica a pieno ritmo porterà la nostra società e l'ambiente sull'orlo del collasso. Ultima Chiamata racconta la storia dell'ascesa, caduta e rinascita di uno dei libri ambientalisti più controversi e stimolanti di tutti i tempi. Nel film, gli autori di "The Limits to Growth", supportati da straordinario materiale d'archivio, ci forniscono una visione provocatoria sulle ragioni della crisi globale e condividono con noi la propria idea del futuro. presenta il film il regista Enrico Cerasuolo

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«Ogni anno esce nei cinema un numero indefinibile di film catastrofici: ambiente, medicina e scienza sembrano essere la causa della fine dell'umanità. È terrificante ed emozionante vedere il disastro che si abbatte sul mondo e alla fine trovare la cura miracolosa e immediata che risolverà tutto». Due ore di tensione per uscire dalla sala soddisfatti; dopo tutto era solo una bella storia inventata. Ora vi racconto un'altra storia, a cui però non potrete non credere.  Un uomo, importante economista, si rende conto che molti problemi che sembrano limitati, sono invece destinati a espandersi, a diventare globali: bisogna fare qualcosa, così riunisce intorno a sè un gruppo di uomini e donne con l'obiettivo di utilizzare le proprie capacità al fine di trovare soluzioni efficaci. Non è l'inizio di un fumetto di supereroi, quest'uomo è Alfredo Piccei, torinese che fu uno tra i primi a comprendere che lo sviluppo continuo e incontrollato sarebbe stato insostenibile per l'ambiente terrestre e pose il problema a livello internazionale.  Nasce quindi il Club di Roma, organizzazione non governativa e internazionale con l'obiettivo di proporre cambiamenti ambientali; da quattro dei suoi membri prende forma "The limits to growth" libro scandalo che va a minare quelli che erano, e sono tutt'oggi, i miti della società globale: crescita e sviluppo fini a se stessi e al guadagno. Il concetto dietro a questo libro sembra fin troppo semplice: siamo cittadini di un unico mondo che ha risorse limitate e che di conseguenza non può sostenere uno sviluppo esponenziale che non vede limite. I cambiamenti ecologici che continuano ad avvenire si verificano su una scala temporale ampia, al contrario, il guadagno che ci proviene dalla perpetua crescita economica è calcolato sul domani. Questa non è un'esaltante applicazione del 'carpe diem', ma la dimostrazione che la maggior parte della popolazione continua ad avere una visione del mondo ristretta e a breve termine, contro un pianeta che vive e si modifica con lentezza. Non abbiamo paura degli zombie che possono spuntare inspiegabilmente fuori e farci del male, ma siamo terrorizzati all'idea di essere i responsabili di quello che accade sul nostro pianeta e, soprattutto, di essere noi la lenta cura 'miracolosa'.

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