08/09/2013 - Consapevolezza verde

LA RETE SALVERÀ LE CITTÀ. 2050: futuri possibili

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Nei primi anni Novanta, molti urbanisti e sociologi prevedevano la fine delle città: si pensava che lo sviluppo di Internet avrebbe portato con sé l'annullamento delle distanze e dello spazio. In realtà, negli ultimi quindici anni, le città hanno conosciuto uno sviluppo senza precedenti. Com'è noto, il nostro pianeta ha ormai intrapreso la strada dell'inurbamento e questo processo è destinato a continuare e a svilupparsi negli anni a venire, con un forte impatto sullo sviluppo economico e sociale. Secondo Carlo Ratti, direttore del Senseable City Lab presso il MIT a Cambridge (USA), nel governo di questo fenomeno può giocare un ruolo decisivo la diffusione delle nuove tecnologie, attraverso le quali i cittadini potranno contribuire direttamente all'elaborazione di interventi relativi alla sicurezza, alla mobilità, alla manutenzione urbana, al tempo libero. Sulle possibili integrazioni tra new media e gestione urbanistica, Ratti parla con Luca Molinari, storico e critico d'architettura.

L'evento "La rete salverà le città?" ha subito variazioni rispetto a quanto riportato sul programma.

Originariamente il suo svolgimento era previsto al giorno 06. 09. alle ore 14:45.

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«Pensate alla massa di informazioni prodotta dall'inizio dell'umanità, mettiamo da Gilgamesh, al 2003. Il suo volume è pari a quello delle informazioni prodotte in questo weekend al Festival». Con queste parole semplici, ma impressionanti dell'architetto Carlo Ratti, iniziamo a renderci conto di cosa sia la rete in cui noi siamo immersi, e che circonda il nostro mondo.Una rete che intrappola? Al contrario. Architetto, ingegnere e inventore, Ratti dirige al MIT il SENSEable City Lab, che si occupa di studiare il modo in cui le tecnologie modificano la vita di una città. Se parliamo di sviluppo tecnologico non si può omettere la parola rete, che è alla base di tutti gli strumenti che ormai siamo abituati ad utilizzare. La città di oggi, dev'essere considerata una rete con due livelli, quello reale e virtuale; nel mezzo, a interagire e creare collegamento, ci siamo noi. Sembra quasi impossibile da credere il modo in cui un buon utilizzo di strumenti tecnologici possa portare a un netto miglioramento della qualità di vita; tuttavia Ratti riesce a rafforzare la nostra fede e ci presenta alcuni progetti del suo laboratorio. Il primo è un sistema per rintracciare il percorso compiuto dagli oggetti di cui ci sbarazziamo: vedere la rete incredibilemente vasta che si crea dai vari spostamenti dei nostri rifiuti, permette di capire lo spreco di energia che produciamo e quindi di trovare delle soluzioni. Altri progetti riguardano lo spreco d'energia o la viabilità in città. Un esempio è l'idea di un sistema di servizio taxi condiviso, in cui ogni persona possa, attraverso un'app sul proprio cellulare, vedere il taxi più vicino a lui e dividerlo con qualcuno che abbia la stessa destinazione. In questo modo il disagio del traffico dovuto ai taxi verrebbe diminuito del 50%, senza però diminuire la qualità del servizio. Così, tra macchine che a guida automatica, per evitare lo stress del conducente e incidenti; un sistema di riscaldamento utilizzato non per un ambiente intero, ma per la singola persona; usciamo dalla sala con la sensazione di aver passato un'ora in universo parallelo e di fantascienza, e la speranza che quest'ultima diventi la realtà.

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