09/09/2005 - Prima di spegnere la luce

PRIMA DI SPEGNERE LA LUCE


2005_09_09_112

Introduce Piero Dorfles; intervengono Tullio Avoledo, Alessandro Bergonzoni, Ascanio Celestini, Ha Jin e Colm Toibin


La giornata del Festival è ormai finita e tutti stanno per andare a dormire, già pensando agli eventi di domani. Ma c'è sempre qualcuno che ha voglia di tirare tardi, e di fermarsi in piazza a far due chiacchiere. Per tutti coloro che sono stanchi ma non sfiniti, Festivaletteratura ha pensato a "Prima di spegnere la luce", una serie di eventi intorno a temi, ora più seri, ora più lievi, che stanno sulla soglia tra il giorno e la notte. In caso di maltempo, l'evento si terrà al Teatro Bibiena. La parola di questa notte è ALBA


L'evento 112 ha subito variazioni rispetto a quanto riportato sul programma. Originariamente il suo svolgimento era previsto presso Piazza Leon Battista Alberti.

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Il tema di questa serata è l'alba. Il giornalista e critico letterario Piero Dorfles introduce l'argomento citando subito Dante e in generale parlando dell'alba come momento efficace in letteratura: dai racconti sugli dei greci a Giulietta e Romeo, fino ad Amleto. Il primo ospite è Tullio Avoledo che racconta di come l'alba non gli sia mai piaciuta da giovane. Con l'avanzare dell'età (e della maturità) la vede invece sempre più come momento salvifico che risolve e dà sicurezza, dopo le 'paure' della notte. Owen Sheers, giovane scrittore, descrive l'alba e la ambienta nel continente africano, dandone significati particolari che appartengono a quella terra. Ha Jin riporta invece la propria esperienza per rappresentare questo momento: durante le molte guardie quando era militare, mentre lavorava o era alle prese con un momento particolarmente importante della propria vita. Colm Toibin legge un brano tratto dai suoi racconti, che naturalmente parla dell'alba e sempre in maniera melanconica. Alleggeriscono però l'argomento prima Ascanio Celestini, che racconta aneddoti della sua Roma, e poi Alessandro Bergonzoni che dà libero sfogo al suo classico fluire di parole e concetti surreali, legati insieme da una sottile linea di follia.

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