06/09/2012 - L'appetito vien leggendo

PECORE A PASQUA E PASTA REALE

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La Pecora di Pasqua è un dolce a forma di pecorella realizzato in pasta reale di mandorle che rappresenta uno dei simboli della pasticceria siciliana. Simonetta Agnello Hornby ("La Pecora di Pasqua") racconta gli aspetti storici e letterari della tradizione gastronomica siciliana, prendendo spunto dalle vivande servite al pubblico e realizzate con la consulenza di sua sorella Chiara, ottima cuoca nel suo Agriturismo "le Fattorie di Mosè".
 Per non lasciare inappagato l'appetito suscitato dalla discussione, ogni incontro di questa serie prevede una degustazione a tema curata dalla Condotta Slow Food di Mantova.

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In un androne un bell'arco ampio si apre su un giardino luminoso; da un lato campeggia il noto logo della chiocciola rossa di Slow Food, dall'altro un ritratto delle caprette girgentane dalle lunghe corna attorcigliate. Si festeggia oggi l'inaugurazione di una nuova collana, la "Piccola biblioteca della cucina letteraria", con la pubblicazione de "La pecora di Pasqua", scritto a quattro mani, come una gustosa sonata, dalla scrittrice Simonetta Agnello Hornby e dalla sorella Chiara Agnello che dirige un agriturismo, "le Fattorie di Mosè", in provincia di Agrigento.
Giovanni Nucci, curatore della neonata collana, presenta l'evento e i suoi protagonisti, non ultimo il pubblico che nel corso della conversazione, comodamente seduto a tavole accoglienti, degusterà assaggi preparati in loco e concordati con Chiara. Mancano però le famose Pecorelle pasquali di pasta reale e pistacchi, che si sono attardate nel lungo cammino dalla natìa Sicilia.
Nucci entrando nel vivo dell'incontro paragona la prosa sottile della Hornby a un piatto dal sapore forte ma non dirompente, che svela a poco a poco i suoi ingredienti; ma che cuoca è Simonetta? A detta sua, confermata dalla sorella, è una cuoca frettolosa ma appassionata, che non rinuncia mai a cucinare; e che soprattutto ha la schiettezza di apprezzare i cibi più semplici, da offrire senza imbarazzo anche agli ospiti di riguardo.
Il mondo occidentale, a suo parere, sta decadendo a cominciare dalla cucina, dalla mancanza di amore nella scelta degli ingredienti, dal rifiuto di dedicare tempo ed energia alla preparazione del cibo. È cucinando, insiste, che diventiamo umani, essendo costretti a pianificare e ad usare i sensi. Non pensate sempre alla linea, rincara la dose, pensate a voi stessi, non agli altri!
Ma tutti sono curiosi di conoscere la famosa ricetta dell'agnello, pardon, lapsus freudiano, della pecora pasquale: è un vero e proprio regalo di Chiara ai lettori e tutto il mondo, perché le famiglie e i conventi siciliani conservano gelosamente le proprie ricette senza rivelarle; o peggio, le concedono 'sbagliate', abitudine riprovevole per le due sorelle che amano la condivisione: la confezione casalinga delle pecorelle dà felicità, assicurano solidali Simonetta e Chiara, apparentemente così diverse ma cresciute e nutrite da valori comuni.
Incalzano le domande del pubblico: cucinare è come scrivere e viceversa? Simonetta scrive meglio di come cucina, Chiara al contrario è una buona lettrice ma scrive solo ricette, cosa non facile perché tutto in Sicilia è tramandato di generazione in generazione oralmente; sono sempre d'accordo però nell'affermare che quando si cucina e si mangia, si è costretti a pensare a tutto il processo del cibo, dalla coltivazione alla lavorazione e al lungo percorso che compie per arrivare sulla nostra tavola.
Le deliziose bruschette di pane mantovano e olio siciliano, insieme alle sopraffine melanzane alla parmigiana e ai dolcetti padani di mandorle inducono a sospendere brevemente l'incontro, infine l'assaggio di fichi d'India tricolori conclude la parentesi mangereccia.
Altri temi vengono trattati, nonostante il tempo passi: tutti cibi del mondo sono ugualmente evocativi, portando in sé la glorificazione delle tradizioni.

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