PERCORSO TEMATICO 23.03.20

I ragazzi leggono di tutto

a cura di Alice Torreggiani

Che Festivaletteratura abbia grandi opinione e stima dei giovani lettori è ormai accertato. Tanto che da qualche anno sta impegnando tanta parte delle proprie energie in Read On, un progetto di Europa Creativa rivolto agli adolescenti. Read On è tantissime cose ma, se dobbiamo trovare un solo modo per descriverlo, è soprattutto libertà di leggere.

Liberi di leggere

Ma cosa vuol dire essere liberi di leggere? È libertà di scegliere i propri libri, ma anche di avere la possibilità di incontrarli questi libri. È libertà di vedersi concessa la fiducia di affrontare qualsiasi tipo di storia, con la saggezza e la profondità emotiva che forse solo a quell’età si possiede. È libertà di avere qualcuno con cui parlarne, non per avere responsi certi ma per vivere un confronto. Kevin Brooks, Fabio Geda e Simonetta Bitasi hanno discusso con adulti e ragazzi su quanto questi siano effettivamente liberi di leggere, tentando di trovare alcune risposte, ma soprattutto di porre tante domande.

 

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Il corpo delle ragazze

Libertà vuol dire anche spesso inciampare in libri difficili: non dal punto di vista della scrittura, ma da quello dell’impegno emotivo che richiedono. Alcune storie – le migliori probabilmente, le più oneste e le più vere – sono così: ci prendono e ci cambiano o, almeno, spostano il nostro pensiero. Molte volte capita che a folgorarci siano scrittori che hanno saputo raccontare in modo estremamente lucido la realtà che ci circonda, il nostro mondo presente, passato e futuro, riuscendo con la propria penna ad ampliare la nostra finestra sulla realtà. E a Mantova, di questi scrittori, ne sono passati parecchi.

Louise O’Neill è una che di mondi futuri – ma neanche troppo – se ne intende (Solo per sempre tua), e di questo ha parlato insieme a Giulia Blasi durante l’evento “Il corpo delle ragazze”, spiegando come elementi e problemi della nostra contemporaneità, se messi sotto l’esagerata lente della distopia, appaiano paradossalmente molto più chiari, evidenti. Non a caso, la distopia è un genere che i ragazzi amano frequentare.

 

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Occhi neri

In tutto e per tutto calata nel presente è invece l’esperienza di Antonio Dikele Distefano (Non ho mai avuto la mia età), che all’evento “Occhi neri” con Giuseppe Antonelli ha scavalcato – con l’onestà e la schiettezza a cui ormai ci ha abituati – ogni stereotipo, confrontandosi sul concetto di diversità, sulle sembianze che il razzismo può assumere e sulla possibilità dei ragazzi, mai estinta, di agire per cambiare il mondo e seguire i propri desideri.

 

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Il senso della pena

Non facile è stato invece parlare del senso della pena, la serrata conversazione tra Elvio Fassone e Gabriele Romagnoli, come non facile è il libro da cui prende vita (Fine pena: ora). Veri e propri interrogativi esistenziali ed etici sono quelli che hanno fatto capolino: quanto valga la libertà di una persona, quanto il valore di un uomo possa esaurirsi in un unico gesto, quale sia il ruolo del caso nel determinare le nostre vite. Ma, del resto, non sono forse i ragazzi le persone più rette che conosciamo? Quelle che più si pongono domande e tendono, per fortuna, ad essere grandi idealisti?

 

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Coltivare lettori

Insomma, i ragazzi leggono di tutto, ed è bello e giusto che sia così. Ma ancora più bello e giusto è quando incontrano quel libro di valore che riesce a colpirli, come sempre i libri di valore fanno. E, perché questo incontro avvenga, la cosa migliore che si può fare è circondarli di libri e di occasioni per parlarne. In fondo, coltivare lettori non richiede molto di più, come Aidan Chambers e Peter Florence sanno bene, perché, come ha detto il primo,«non possiamo essere tutti scienziati nucleari o musicisti, ma tutti possiamo essere grandi lettori».

 

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