09/09/2009 - Vocabolario Europeo

VOCABOLARIO EUROPEO
. La parola (d)agli autori


2009_09_09_003

coordina Giuseppe Antonelli


Mihai Mircea Butcovan - dal romeno, 'consumism' s.m.: consumismo

Petros Markaris - dal greco, 'φιλοτιμία' s. f.: desiderio di gloria

Quattordici nuove parole entrano quest'anno nel Vocabolario Europeo. Avviato in occasione di Festivaletteratura 2008, il Vocabolario punta a raccogliere come patrimonio da condividere la pluralità di voci che innervano e mettono in relazione le culture e le lingue europee: voci intese come parole e nel contempo come scrittori, chiamati qui a scegliere le parole e a spiegarne i significati, attraverso il loro personale rapporto con ciascuna di esse. Cura la redazione del vocabolario Giuseppe Antonelli, storico della lingua.


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Italiano

L'evento, svoltosi nella Chiesa di Santa Maria della Vittoria, è iniziato con la spiegazione della parola consumismo, che deriva dal termine romeno 'consumism', scelta dal traduttore professionista Butcovan. Tuttavia, egli afferma che la parola non è ancora presente nel vocabolario romeno, nonostante le numerose discussioni degli scrittori. Essi, infatti, portano in dono al vocabolario europeo una parola appartenente alla loro lingua di origine. Butcovan introduce, quindi, l'argomento, illustrando il suo nuovo libro "Dal comunismo al consumismo".
Il secondo ad essere intervistato è Petros Markaris che sceglie di prendere in analisi la parola 'filotimia' (dal greco 'desiderio di gloria'), probabilmente per il suo duplice valore, positivo e negativo, e perchè non ha una precisa corrispondenza in nessuna lingua europea. Seguono, poi, le proiezioni di due film per dimostrare il doppio significato della parola: il primo film, "300", mostra come nella Grecia antica, il desiderio di gloria indicasse la ricerca di onore o successo; con "Il mio grosso grasso matrimonio greco", invece, viene evidenziata l'idea di filotimia nella Grecia moderna.
In conclusione viene chiesto a Butcovan di spiegare il perché dell'uso di un lessico così ricercato e aulico, ricco di numerosi giochi di parole. Questo uso elaborato della lingua letteraria italiana, spiega, è un divertimento ma, allo stesso tempo, un senso di gratitudine nei confronti di una lingua che lo ha introdotto su questa terra e che gli ha consentito di comprendere appieno la cultura Italiana.
Non essendoci domande da parte del pubblico l'evento finisce con l'applauso dei numerosi spettatori.

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